Macelli d’Italia di CARLO CORNAGLIA

Del Pd la minoranza

critica con ripugnanza

il sostegno di Verdini

e diciotto suoi omarini

alla legge Cirinnà.

Fioco è il timido altolà:

“Riteniamo un grosso guaio

che il toscano macellaio

entri nella maggioranza

e ci batteremo a oltranza

per cacciar questa congrega”.

Per salvare la cadrega,

questo è chiaro come il sole,

lo fan sol con le parole

come vecchi brontoloni,

giammai cuori di leoni.

Ma dov’è la novità?

Nacque ben vent’anni fa

la liaison Denis-Matteo

che oggi giunge all’apogeo.

Era un dì papà Tiziano,

oltre che democristiano,

di giornal distributore

e Verdini era editore

di tre quotidian locali.

Diventarono sodali

ed il tosco macellaio

s’invaghì del parolaio

figlio di tanto papà

che fin da quei tempi là

arringava i creduloni

del suo ego a cavalcioni.

Grande amor fu a prima vista

fra il ciarlone ed il forzista

che da allora fan le prove

di un inciucio in ogni dove.

Quando Silvio andò a Firenze,

guarda tu le coincidenze,

Denis glielo presentò

e il caiman s’innamorò.

Per far sindaco Matteo

lo votarono in corteo

i forzisti alle primarie

mentre furon leggendarie

la manovre a suo favore

perché fosse il vincitore:

Galli come antagonista

fu una scelta da umorista,

più che un sindaco un portiere

ed inoltre il Cavaliere

non gli dette alcun aiuto,

da Verdini reso muto.

Poi la Rosa Tricolore

con Verdini promotore,

con un tal Volpe Pasini,

dei sistemi birichini

per far vincere la destra:

per far ciò la via maestra

è aver Silvio come chioccia

ma Matteo come capoccia.

Tutto scritto, chiaro e tondo,

nell’opuscoletto immondo

il qual fra i destri macelli

sceglie il Pian che fu di Gelli.

Ed infine il Nazareno,

il famoso patto osceno

sulla legge elettorale,

del Senato il funerale,

la Giustizia in prescrizione,

l’alt alla Costituzione,

del qual Denis fu coautore

col caimano, il mentitore,

con Re Giorgio e con la Boschi.

Un doman dai giorni foschi

già si vede in dirittura,

il suo nome è dittatura.

“Minoranza del Pd,

permettete, giunti qui,

di trattarvi da codardi.

Affancul!, senza riguardi”.

Annunci

Un pensiero su “Macelli d’Italia di CARLO CORNAGLIA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...