Due tre chiarimenti poco comici sul terrorismo

“Questo è il momento di non cedere alla paura. Questo vorrebbero i terroristi: farci cambiare lo stile di vita, il nostro modo di esprimerci. Io sono un comico e la comicità con loro è un esercizio molto pericoloso. Ma non cambio il mio modo di essere. Non facevo battute sull’Isis prima e non ne farò nemmeno adesso. Avevo paura prima e ce l’ho anche adesso“. Il comico poi aggiunge: “A gennaio, dopo la strage di Charlie Hebdo, te la potevi cavare con un “Je suis Charlie”, ora con “Je suis Paris”. Ma due giorni prima c’è stato un attentato in Libano con 44 vittime e 239 feriti. Quindi, bisognerebbe scrivere sulle magliette anche “Je suis Beirut”. E 10 giorni prima è esploso un aereo sul Sinai: 224 morti. Bisogna quindi aggiungere anche “Je suis Air Bus 321 avec les touristes russes”. Cioè, se qualcosa accade a Parigi, giustamente ci sentiamo tutti coinvolti. Sul Sinai, meno. A Beirut quasi per nulla“. E continua: “Quanto deve essere vicina una barbarie perché ci colpisca come esseri umani? Piangiamo solo le città di cui abbiamo un souvenir attaccato sul frigo? Da tre giorni sui social milioni di utenti hanno colorato la propria foto profilo di blu, bianco e rosso. Di che colore è la bandiera libanese? Forse la foto della bandiera libanese col cedro al centro, sul naso, non rendeva tanto, rovinava il selfie“. Crozza ironizza: “L’unica maglietta che sentirei bene addosso è quella con la scritta “Je suis un cretin totalment brancolant dans la nuit”. Qualcuno parla di guerra di religione, ma a Beirut i terroristi erano musulmani e hanno ucciso altri musulmani. Io invidio chi ha le idee chiare. Poi mi accorgo che chi ha le idee chiare è gente come Gasparri, Belpietro e Salvini. E mi dico: ma sai che forse essere ‘un creten che brancola nella nuit’ non è male?”. E aggiunge: “Libero ha titolato “Bastardi islamici”. Gasparri ha scritto: “Radiamo al suolo l’Isis”. Salvini ha detto: “Il terrorismo va bombardato”. Io sarò anche un “cretin dans la nuit”, ma loro sono dei “cretin anche in pieno jour”. Bombardare tutti non è una soluzione nuovissima, perché dopo l’11 settembre abbiamo bombardato e oggi nel mondo il terrorismo è più forte di prima”. Crozza conclude: “Coi nostri bombardamenti sono stati uccisi un milione di civili iracheni, 220mila civili afghani, 80mila civili pachistani. Più che una guerra di civiltà per ora, è stata una riuscitissima guerra ai civili. E quella, secondo me, l’abbiamo già vinta. Ma sbaglio o adesso stiamo per rifare la stessa cosa?”

Circola sui social Je suis Diesel. il cane lupo morto. se la vogliamo smettere sabbe opportuno.

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