Le gang padrone assolute: ancora una rapina a mano armata sulla nazionale, a Pomigliano d’Arco di Pino Neri

Dopo l’omicidio Korol via delle Puglie è in mano ai delinquenti. Stavolta ne ha fatto le spese un esponente dei commercianti della città delle fabbriche.       

Gang scatenate, le strade in mano ai giovani delinquenti del malessere organizzato. Domenica sera ennesima rapina a mano armata nel territorio dove ha trovato la morte Anatoliy Korol, l’immigrato eroe ucciso nel tentativo di sventare un colpo in un supermercato. Stavolta la vittima, fortunatamente rimasta illesa, è l’esponente di un’associazione dei commercianti di Pomigliano. Vittima che ha scritto su facebook un post significativo. “Non reagite in casi del genere – l’appello lanciato dal social network – perché non vale la pena morire per 50 euro o per uno smartphone”.
Appena pochi giorni fa un’altra esercente della zona, una tabaccaia, è stata rapinata proprio sullo stesso tracciato in cui si stanno susseguendo le scorribande dei “guaglioni”.
Rapine che su via nazionale delle Puglie si stanno moltiplicando a ritmo cadenzato sia prima che dopo la tragedia di Korol, l’ucraino assassinato il 29 agosto in un market della vicinissima Castello di Cisterna. E’ diventata davvero una strada terribile la nazionale, la 7 bis, flagellata da una sequenza di crimini impietosa, dimostrata peraltro dall’ennesimo agguato consumato ieri sera, in un tratto particolarmente esposto alle scorribande di giovani delinquenti che scorrazzano su velocissimi scooter. Alle dieci di ieri sera alcuni giovani a volto scoperto e a bordo di uno scooter del tipo Honda Sh, privo di targa, hanno bloccato il commerciante e un suo amico, intenti a trascorrere un po’ di tempo libero, davanti a una nota cornetteria della cittadina, alle spalle del rione della ricostruzione. Sotto la minaccia di una pistola l’esercente è stato costretto a consegnare il portafogli. L’episodio di ieri sera segue di appena sei giorni un’altra rapina, messa a segno anche in questo caso ai danni di un altro commerciante, una tabaccaia, bloccata da un commando sullo stesso tracciato della vecchia statale. Dieci giorni prima, sempre nella stessa area, il muratore ucraino Anatoliy Korol era stato ucciso a colpi di pistola nel tentativo eroico di bloccare i malviventi che avevano assaltato un supermercato ubicato a poca distanza dai luoghi degli ultimi agguati. Nel frattempo gli assassini di Korol sono stati arrestati dai carabinieri. Sono fratellastri. Si chiamano Marco Di Lorenzo e Gianluca Ianuale, di 32 e 21 anni, entrambi di Castello di Cisterna e domiciliati proprio di fronte al supermarket della morte. Gianluca Ianuale è il figlio del boss della camorra Vincenzo. Ma le rapine stanno proseguendo, proprio nella stessa area in cui è stato messo a segno l’efferato omicidio, consumato anche a colpi di penna inferti dai rapinatori nel collo della vittima. Intanto la rete dei picciotti dalla pistola facile si è rivelata parecchio vasta nella zona che si sviluppa attorno al nastro d’asfalto della nazionale delle Puglie. Basti pensare che alla penultima rapina, quella ai danni della tabaccaia, anche questa a mano armata, ha partecipato un gruppo composto da almeno cinque persone: quattro a bordo di uno scooter e uno alla guida di una macchina. Un colpo, questo, che ha fruttato un bottino di 7mila euro e che è stato compiuto a metà strada tra il luogo dell’ultima rapina di ieri sera e quello in cui ha trovato la morte Anatoliy. Adesso dunque si pensa a un’organizzazione molto nutrita composta da ragazzi provenienti anche dai rioni popolari che scorrono lungo la nazionale: la 219 di Pomigliano, la Cisternina e la 219 di Castello di Cisterna, la 219 di Brusciano e quella di Marigliano. Rioni ghetto del malessere sociale cronico in cui sopravvivono quasi duemila famiglie strette nelle morsa della disoccupazione, dell’emarginazione, dell’ignoranza.

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