L’11 settembre, quarantadue anni dopo. L’indifferenza della stampa rispetto al processo Condor in Italia. Intervista di Nadia Angelucci a Radioredonda

Cominciò all’alba dell’11 settembre 1973 con i caccia che bombardavano il palazzo presidenziale della Moneda di Santiago e la marina che si ammutinava a Valparaiso. Poi l’assalto dei carri armati del generale Augusto Pinochet che terminò con l’uccisione
di Salvatore Allende. Finiva così nel sangue l’esperienza democratica di ‘Unidad popular’ che aveva portato le sinistre al governo in Cile. Si apriva l’era tremenda delle dittature in America Latina, promossa e foraggiata dagli Usa e dai circoli internazionali liberal e cattolici di destra.

Degli ultimi istanti della Moneda ha parlato Isabel Allende, scrittrice e figlia del presidente del Cile, nel corso di una testimonianza al processo Condor, che si sta svolgendo a Roma in questi mesi. Ne parla Nadia Angelucci in questa intervista su Radioredonda.
La Angelucci sottolinea il disinteresse che sta caratterizzando i mass media rispetto allo svolgimento del processo. Tra gli imputati figura un italiano Troccoli, che verrà sentito in autunno. La sua figura è importante perché è uno di quei tanti anelli di congiunzione con la “storia patria” che si continuano a rimuovere.

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Oggi non c’è bisogno di andare nelle università per arrestare e torturare i giovani. Manca l’idea di un cambiamento.

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