L’ACCOGLIENZA E’ DEMOCRAZIA , PARLARE DI OLIO DI RICINO A GABRIELLI E’ NAZISMO

Qualche giorno fa a Quinto, nel trevigiano, scatta la rivolta, con la popolazione locale che mette in scena roghi e blocchi e stradali pur di cacciare da un condominio popolare del paese veneto i profughi africani salvati ed accolti. E sul tardi di ieri, verso la mezzanotte, ennesimo focolaio di razismo , un misto di fascismo – nazismo e Ku Klux Klan, stavolta al Sud, ad Acerra, sedici chilometri a nord est di Napoli, cittadina problematica. E’ a quell’ora che arriva nel rione Spiniello, case nuove a profusione, spesso però fatte male e con pochissimi servizi, un bus con circa quaranta profughi africani. Il mezzo è scortato dalla polizia. Qui, nel rione Spiniello, una cooperativa di assistenza ha vinto un bando di gara ministeriale ed ha affittato tre villette a schiera nel parco Di Fiore, lotto G, condominio dormitorio alla periferia sud della città dell’inceneritore. Ma la gente del posto non ci sta. Scende in strada, qualcuno urla.Tutti decisi a mandare all’aria il piano, già sconclusionato, del ministero degli Interni. Quindi, la decisione della polizia: i profughi devono essere dirottati altrove. Troppi rischi per l’ordine pubblico. Meglio evitare il peggio, quindi, meglio evitare una nuova Quinto. Intanto i ragazzi africani si guardano atterriti. Attorno a loro c’è tanta ostilità che non riescono proprio a comprendere ciò che succede. Perché loro scappano da guerre e carestie. Altro che paura dell’uomo bianco di vedere l’uomo nero della porta accanto. Loro scappano da massacri veri e da una fame che non dà scampo. A ogni modo sul posto, ad Acerra, la polizia decide per la soluzione più saggia e cioè di portare i ragazzi africani altrove. E’ in quello stesso frangente che si trova la soluzione: una casa famiglia nella vasta campagna di Giugliano, venti chilometri più a ovest. Allora il bus con il carico di disperati fa marcia indietro e guadagna la strada che dà verso il litorale domizio. Subito dopo un camioncino carica di nuovo i materassi che erano stati predisposti per l’arrivo nel rione Spiniello dei giovani di colore in fuga.

Intanto a Treviso, la Treviso solidale si organizza e aspetta coloro che avevano difeso la democrazia e la civiltà di questo triste paese.

Nessun UOMO e’ illegale!

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