Scuola, domani il Senato sarà circondato dalla protesta contro la “Buona Scuola” di fabio sebastiani

Saranno in tanti domani alla manifestazione che vedra’ il via alle 17 in piazza Bocca della verità diretta a Campo de’ fiori, passando per piazza Cinque lune, dove da lunedi’ c’è un presidio permanente di insegnanti, genitori e studenti. L’intento dei “partigiani della scuola” e’ accerchiare Palazzo Madama e “assediare” il Senato nel giorno del voto di fiducia, per dire a tutti i parlamentari: “Fermatevi”. Saranno giorni difficili, visto che il nuovo approdo alla Camera è previsto ili 7 luglio. Intanto oggi un bel gruppo di parlamentari M5S si sono scatenati in piazza Trinità dei Monti, altro luogo storico della protesta contro la cosiddetta “Buona Scuola”.
“Altro che 100mila assunzioni subito! Il governo bluffa clamorosamente sulle assunzioni dei docenti, giocando ancora una volta sulla pelle degli insegnanti precari e su quella di studenti e famiglie che si ritroveranno ancora una volta senza i docenti che servono”, hanno scritto deputati e senatori sul blog di Beppe Grillo. A piazza di Spagna hanno srotolato un grande striscione con la scritta ‘Centomila assunzioni sui posti vacanti 2014 subito. Ritirate il ddl Buona scuola, assumete i precari’. “Il maxiemendamento presentato ieri – proseguono i 5 stelle nel post intitolato #StopDdlScuola – prevede che gli insegnanti assunti da subito saranno solo 40mila, per i restanti 60mila ci sono solo assunzioni virtuali, con decorrenza giuridica da quest’anno ma cattedra e stipendio rinviati all’anno scolastico 2016-2017. Per questo chiediamo che a settembre ci siano 100mila assunzioni vere, da fare nell’unico modo possibile: ritirare la riforma, contro cui si è sollevato l’intero mondo della scuola, e procedere subito ad assumere i docenti con un decreto ad hoc secondo i reali bisogni delle scuole”.
Le assunzioni vere e proprie sono meno della meta’ di quelle che il governo sta vendendo al paese e gran parte di queste sono frutto dei pensionamenti gia’ previsti. “Che fine fara’ la cifra di oltre un miliardo che il governo diceva di voler destinare alle assunzioni e che, in legge di Stabilita’, ha tagliato al comparto istruzione? Dove andranno a finire quei soldi?”, chiedono i parlamentari.
In una nota i sindacati Flc Cgil, Cisl e Uil scuola, Snals Confsal e Gilda Unams definiscono la scelta della fiducia “l’ennesimo atto di arroganza nei confronti della scuola, del Parlamento e del Paese. Una decisione intollerabile per il metodo e per i contenuti, che abbiamo più volte avuto modo di contestare”. Anche secondo i sindacati questa legge, infatti, non risolve ma aggrava il problema del precariato; esclude e ignora le professionalita’ Ata; mortifica la partecipazione e la collegialita’; non rispetta la libertà di insegnamento; cancella diritti contrattuali fondamentali e indebolisce la funzione del contratto nazionale. Insomma, sembra di capire che il prossimo anno scolastico sara’ contrassegnato dal caos di scelte organizzative e didattiche “improvvide e sbagliate”, in cui la voce di protesta si fara’ sentire ancora piu’ forte e chiara. “Renzi e il governo – avvertono i sindacati – sappiano che la scuola non accetta padroni, che esiste una comunita’ educante fatta di professionalita’ e competenze che ogni giorno lavora con passione e dedizione, a dispetto di stipendi bassissimi, mancato rinnovo del contratto nazionale e tanta precarieta’. Questi lavoratori – concludono i sindacati – formano al valore della conoscenza e della democrazia le giovani generazioni. La scuola non puo’ tollerare prepotenze e improvvisazioni, ma pretende di essere ascoltata, rispettata e valorizzata”.

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