Domani un’altra settimana di caos e vuoto regionale con l’ineleggibile De Luca. Intervista a Gianluigi Pellegrino

L’avvocato Gianluigi Pellegrino, che recentemente ha vinto in Cassazione il ricorso sulla competenza del giudice ordinario e non del Tar sulla legge Severino, spiega perché secondo lui Vincenzo De Luca non potrà nominare il vice.
De Luca sostiene che lei dica idiozie, sostiene che vi siano altri giuristi secondo i quali ad un nuovo eletto come lui la Severino non si dovrebbe applicare.
«A parte lo stile, per il quale ringrazio De Luca, non esiste un giurista al mondo che possa dire quello che lui sostiene avendo già la Corte Costituzionale espressamente evidenziato che sarebbe contro i principi fondamentali del nostro ordinamento ritenere che il voto e il consenso elettorale fungano da improprio lavacro».
De Luca ricorda le parole di Renzi, «chi vince governa». È così?
«Mi sembra che De Luca teorizzi una costituzione basata sull’unto dal signore, cosa che può essere un progetto di riforma ma che al momento, per fortuna, non è nel nostro ordinamento repubblicano. Dispiace che Renzi e il Pd diano sponda a questa tesi abnorme. Un domani auguro a De Luca di essere assolto in appello ma oggi è certo che per la legge che lui dice di voler rispettare deve astenersi da ogni atto pubblico, come la Consulta ha chiarito più volte, in applicazione di norme che esistono da oltre vent’ anni. La Severino ha solo aggiunto l’abuso di ufficio in luogo del vecchio interesse privato in atto pubblico».
Renzi ha assicurato che il tempo delle leggi ad personam è finito.
«Però vogliono fare una cosa ancora più grave, vogliono garantire a De Luca un trattamento ad personam ritenendo plausibile che un soggetto interdetto per legge dall’esercizio di funzioni pubbliche nomini un suo alter ego. Basti pensare che la legge Severino si applica in modo uguale sia per i reati contro la pubblica amministrazione sia per i reati di mafia. Chi mai affermerebbe che un condannato per mafia possa nominare un alter ego?».
Ma De Luca continua a ripetere che lui la legge Severino vuole rispettarla?
«E però si accinge a fare l’opposto. Rispettare una legge come la Severino vuol dire rispettare l’esigenza di ordine pubblico acché il soggetto incompatibile si astenga da qualsivoglia atto e non entri in nessun contatto con la funzione come ha evidenziato la Consulta».
C’è chi sostiene che senza la possibilità di nominare il vice si passerebbe dalla sospensione alla decadenza, non prevista dalla Severino.
«Nessuno sta spiegando a Renzi e a De Luca che ci sono moltissime ipotesi in cui la doverosa sospensione può comportare effetti anche di scioglimento. Basti pensare che identica disciplina si applica in caso di arresto. E pure in quel caso sei candidabile, hai la presunzione di innocenza, ma sei sospeso ex lege. Oppure si vuole stabilire che pure l’arrestato può nominarsi la giunta? Sono cose dell’altro mondo. Si consideri, ancora, se ci fossero stati partiti così irresponsabili da candidare tutti consiglieri nelle condizioni di De Luca. Anche in quel caso stesso effetto. Non è altro che la conseguenza della scelta di aver candidato alla carica monocratica essenziale e di vertice della Regione un soggetto che si trovava nella condizione interdittiva per legge».
Lo Statuto indica determinati tempi e passaggi ma De Luca ha annunciato che nominerà il vice. È possibile?
«Sta annunciando un abuso anche per questo, un comportamento di chiara violazione della legge. Ed è singolare che la presidenza del consiglio dei ministri, che dovrebbe essere la controparte di De Luca in questa vicenda, in realtà risulta impegnata a cercare escamotage perché la norma venga sostanzialmente aggirata».
Si preannuncia una lunga stagione di ricorsi?
«Si sta esponendo l’istituzione Regione a infinite fibrillazioni e all’intervento delle forze di polizia e di chiunque abbia interesse a ricorrere quando invece soluzioni legali ci sarebbero».
Quali?
«Non una legge ad personam ma ad istitutionem che ponga rimedio al pasticcio combinato e, sino a quando e se De Luca avrà risolto i suoi problemi, dia alla Campania una guida vicaria non certo scelta da parte del soggetto incompatibile. In alternativa o si cambia la Severino come chiede De Luca o si torna al voto. Il trattamento ad personam che si annuncia invece non solo è una clamorosa violazione dell’ordinamento ma aprirà una infinita tensione istituzionale».

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