Il Nostro Caro De Luca

De Luca l’impresentabile, lo sconsigliato, il sospeso, lo sceriffo, Vicienzo a Funtana. De Luca che quando gli fanno una domanda non fissa l’interlocutore, ma risponde guardando altrove e storcendo la bocca facendoti pensare che è una domanda di cazzo, De Luca che si bisticcia a mazzate con un parcheggiatore abusivo, De Luca l’inauguratore seriale che si è fatto la pedana blu da inaugurazione portatile e che inaugura la stessa cosa una volta, due volte, tre volte, quattro volte e poi inaugura la demolizione della stessa cosa, De Luca che inaugura una lampada nuova, un campetto rionale, un’aiuola, un pezzo di marciapiede, un muretto, una lapide, un giardino di trenta metri quadri in una città che non ha una piscina, non ha una palestra, non ha una cazzo di biblioteca, non ha autobus, De Luca che chiama i vigli urbani per far cacciare i bambini che giocano sul sagrato di una chiesa, De Luca che ogni maledetto Natale prende prigioniera una città e ci accende le sue luci di cazzo alle quali, come falene, accorrono migliaia di campani dalle vite così lesse da doversi divertire guardando in aria, come dei cazzoni, quattro lampadine e festoni di plastica fatti a Pomigliano, De Luca che usa i soldi per la manutenzione delle strade per pagare le luci, tre cazzi di milioni all’anno, senza contare la corrente elettrica, per farsi lo spot elettorale, De Luca che si incazza col Vescovo perché non fa fare più la riverenza alla statua di San Matteo davanti al comune e, stranamente, quelli che portano il santo se ne fottono dell’ordine del vescovo e portano lo stesso il santo al comune, dove, stranamente, alle otto di sera c’è il portone spalancato, il tappeto rosso e le transenne, De Luca che ferma la macchina blu e fa arrestare un mendicante e poi si incazza con i salernitani che cercano di difendere il questuante, De Luca che ha alzato palazzoni ovunque, sulla collina, sulla riva del mare, nei borghi antichi della città, nel pieno del Lungomare di Salerno, De Luca che ha costruito in piena città una cittadella giudiziaria ipertrofica che quel cesso di centro direzionale di Napoli a confronto sembra bello che ha già inaugurato ventisette volte e che, comunque, non funziona ancora, De Luca che, prima di lui, Salerno non esisteva, De Luca con la sciarpa granata della Salernitana, De Luca bersaniano che dice che renzi è un bamboccio, De Luca renzianissimo che bacia Matteo come se fossero amanti, De Luca che concepisce solo la cementificazione, la trattazione di massa dei materiali e che crede che fare cultura sia riempire la città di manifesti di cazzo che dicono che lui ha fatto questo e ha fatto quello, De Luca che ha aperto la Metropolitana di Salerno, una cosa che nella città in cui vivo esiste tre volte più grande, ma che nessuno si è mai sognato di chiamare metropolitana, De Luca che vuole costruire inceneritori, bruciare le ecoballe nei cementifici, De Luca che si tiene una fonderia incastonata nel pieno della città, De Luca che promuove l’operazione di riconversione edilizia dell’area dei Mulini Amato e mo la è un deserto di calcinacci che ricorda una città bombardata e “gli imprenditori” stanno tutti in galera, De Luca che inaugura il cazzo di polo tecnologico di Salerno e mo la ci sta solo un cazzo di cancello scassato e “gli imprenditori” stanno tutti in galera, De Luca che vuole fare il “Sea Park” di Salerno e non vi dico cosa c’è la e dove stanno “gli imprenditori” perché non siete scemi, De Luca che siccome non gli fanno mettere le mani sull’aeroporto di Pontecagnano lo boicotta e mo sta la come una cazzo di cattedrale nel deserto e si paga solo per farci atterrare renzi quando viene a spese nostre a fare la propaganda a De Luca con l’aereo di stato, De Luca che lo hanno sospeso da sindaco ma il suo sindaco facente funzioni se lo porta a tutte le inaugurazioni e gli tiene la mano mentre De Luca, che ora è un signor nessuno,taglia il nastro e poi gli sta dietro, sulla pedana portatile a fare sì con la testa mentre De Luca arringa le masse, De Luca che ogni stracazzo di venerdì ha due ore su una televisione locale dove un tizio senza dignità e per questo prontamente iscritto all’ordine dei giornalisti, gli fa la versione lecchina di un’intervista in ginocchio con pompino accluso, De Luca che ha le tasse cittadine più alte d’Italia, De Luca che dice che Salerno è una città europea e i salernitani, che al massimo sono arrivati a fare il pellegrinaggio da Padre Pio, si pensano di vivere a Copenaghen, De Luca che pure lui in pieno delirio pensa che Salerno sia Copenaghen a parte la monnezza agli angoli delle strade, il traffico che nemmeno a Città del Messico l’ho trovato così, i cantieri aperti e mai completati, la successione infinita di bar, pizzetterie, paninerie, friggitorie, sale scommesse, pasticcerie, ristoranti, rosticcerie, sale scommesse, bar, friggitorie, sale scommesse, le macchine parcheggiate sui marciapiedi, l’economia del carboidrato a basso costo e della tazzina di caffè, De Luca che scava i buchi nelle montagne, abbatte interi quartieri, costruisce millemila rotatorie che il quattrino deve girare e affanculo a quello che succede del tessuto sociale, De Luca che sono dieci anni che si fa campagna elettorale a spese dei salernitani, De Luca il sindaco di una città dove gli immobili hanno perso il 40% del loro prezzo (il doppio dell’abbattimento nazionale), De Luca che fa la differenziata dove la gente mette l’organico nei sacchi neri e dentro i sacchi neri ci sta di tutto, altro che compostaggio, De Luca che domani, preciso come l’orbita di un astro celeste, nonostante la Severino, nonostante sia impresentabile, nonostante sia “sconsigliato”, diventerò il presidente della regione Campania con la complicità del coacervo di interessi più oscuro che storia umana ricordi e di un elettorato distratto, abituato a medicare l’elemosina del potente piuttosto che a reclamare un diritto.
De Luca che a partire da lunedì aprirà una voragine così grossa in Campania che ci vorranno tre generazioni solo per rendersene conto ed altre quattro per cercare di ripianarla, ma che i campani, che si meritano questo e altro, si fottano e amen.

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