“Più di un migliaio i palestinesi uccisi a Yarmouk dall’Isis”. Unicef: “L’occidente sapeva, non ha agito”

Sarebbero più di un migliaio i palestinesi uccisi nel campo profughi di Yarmouk, il più grande della Siria, otto chilometri a sud di Damasco, sotto il parziale controllo dello Stato Islamico (Is). Lo afferma da Haaretz il deputato arabo-israeliano Ahmed Tibi secondo il quale i paesi arabi in particolare, e la comunità internazionale nel suo insieme, dovrebbero vergognarsi per quello che sta succedendo. 18.000 rifugiati Palestinesi, fra i quali ci sono 3.500 bambini, sono intrappolati da mesi nel campo di Yarmouk e assolutamente impossibilitati a muoversi da mercoledì 1 aprile, giorno di inizio dell’offensiva dell’Isis alla periferia della capitale siriana. Gli abitanti del campo sono vittime della violenta battaglia in corso fra l’esercito regolare siriano, le milizie fondamentaliste e altri gruppi armati, sottoposti ai bombardamenti dell’aviazione, e al tiro degli elicotteri che riversano sul campo tonnellate di bombe e materiale esplosivo, perseguitati dai miliziani fondamentalisti che hanno dato il via ad una raffica di esecuzioni sommarie. In questo inferno, i civili palestinesi cercano invano riparo negli scheletri degli edifici distrutti, non hanno accesso all’acqua potabile e sono privati da ormai 10 giorni anche delle razioni di cibo minime che Unrwa distribuiva, seppure in modo irregolare (solo 113 gg nel 2014) a gruppi limitati di famiglie,da ormai 4 anni, dall’inizio della guerra civile in Siria. Una tragedia nella tragedia.
“L’Isis è un movimento fascista e ora sta pubblicando foto di teste mozzate, fra le quali quella dell’imam della moschea, sostenitore di Hamas, accusato di essere un apostata”, ha detto Tibi. “Ciò che succede nel campo di Yarmouk è un crimine contro l’umanità – ha aggiunto Tibi – sento rabbia e grande tristezza perché c’è un doppio standard morale e se le vittime non fossero palestinesi, sarebbe diverso”.
E’ la stessa valutazione che riecheggia nelle parole di un rappresentante dell’Unicef.  ”E’ inaccettabile tutto ciò che accade a Yarmouk, è la nuova Srebrenica”, denuncia Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef Italia. ”Esattamente lo scorso 7 aprile 2014 denunciai che da 187 giorni non si riuscivano a far entrare aiuti umanitari nel campo e che c’erano evidenze di gravi casi di malnutrizione acuta tra i bambini – ricorda – Oggi a distanza di un anno verrebbe da chiedersi ‘dove eravate’? E’ una situazione drammatica peggiorata dall’ingresso di Isis che non può essere sempre il pretesto per raccontare drammi che vengono da molto lontano, il campo è sotto assedio da più di 2 anni”. ”E’ tardi per indignarsi o per mostrare le immagini al mondo di questo calvario, servono soluzioni politiche immediate alla madre di tutti i conflitti in corso, la guerra in Siria, che dura oramai da 5 anni. Siamo fortemente preoccupati per i 3500 bambini ancora all’interno del campo. Secondo fonti siriane locali – riferisce – finora circa 2.000 persone sono state evacuate dal campo verso il rifugio collettivo di Tadamoun e altri quartieri a sud di Damasco. E’ tuttavia difficile stimare il numero di bambini evacuati”.

Una delegazione dell’Olp si è recata a Damasco dove ha incontrato il viceministro degli esteri Faisal Mekdad per discutere su come impedire all’Isis – dopo gli ultimi sviluppi – di mantenere il controllo del campo profughi di Yarmouk dove vivono migliaia di palestinesi. Secondo Ahma Majdalani, capo della delegazione dell’Olp – citato dai media di Ramallah – l’incontro e’ stato ”buono e i siriani hanno compreso i punti piu’ importanti per affrontare la tragedia di Yarmouk”. Per Majdalani si è concordato sul “proseguimento dell’aiuto umanitario incluso l’apertura di passaggi di sicurezza e l’approntamento di rifugi per quelli che ancora vivono nel campo”. Per il capo delegazione dell’Olp “i combattimenti si stanno allargando e questo significa che l’Isis non controlla il campo come in passato. Al contrario, nelle ultime 48 ore, le fazioni palestinesi sono riuscite a fermare la progressione dell’Isis nel campo stesso. Il 30-35% di Yarmouk è stato liberato dal controllo dello Stato islamico”. Majdalani ha ribadito l’appoggio dell’Olp al governo siriano e alle sue posizioni.Il tema principale nel combattere l’Isis è sostenere il governo siriano”.

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