UNA BELLA UNIONE

UNIONS 1«Ci Ci siamo stancati di spot elettorali, slide e balle. C’e’ addirittura un peggioramento rispetto al governo Berlusconi». Maurizio Landini è un fiume in piena sul palco di piazza del Popolo, a Roma, meta del corteo della Fiom partito da piazza della Repubblica. Il leader delle tute blu accusa Palazzo Chigi di agire «con una logica padronale», di aver messo in piedi «la sua coalizione sociale con Confindustria e Bce» e di essere responsabile di una «gestione politica e sociale che mette a rischio la tenuta della democrazia nel nostro Paese». Landini però ammette di aver «sottovalutato il disastro sociale» della precarietà e annuncia: «Con la Cgil vogliamo proporre un nuovo Statuto in grado di estendere i diritti a tutti i lavoratori». Non sono le tutele che frenano le imprese estere, «sono le mazzette». E se per rilanciare l’economia occorre «una ripresa degli investimenti», sul fronte dell’occupazione bisogna «ridurre gli orari di lavoro» e «l’età pensionabile» e «ripristinare le pensioni di anzianità».
«Unire il lavoro»

La manifestazione contro il Jobs act per «i diritti, il lavoro, la democrazia» si chiude sulle note di «Bella ciao». La precede una poesia di Neruda, che Landini legge al termine del suo discorso: «Prendi il meglio della tua vita e consegnalo alla lotta». La Fiom ha scelto «Unions» come slogan per il corteo (a cui, secondo la questura, hanno partecipato circa 15mila manifestanti) perché, ha spiegato il leader dei metalmeccanici, «proponiamo a tutto il mondo del lavoro di unirsi, e non solo al lavoro dipendente».
Landini: «Una nuova primavera»

«Unire il lavoro» e «riformare il sindacato» è il programma bifronte di Landini. «Noi siamo pronti, vogliamo cambiare il Paese rappresentando gli interessi di chi lavora: oggi è una nuova primavera», ha sottolineato il segretario della Fiom prima che il corteo partisse. In piazza anche la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso: una presenza così commentata dal leader dei metalmeccanici: «La novità vera e importante di questa manifestazione è che c’è tutta la segreteria della Cgil».

Il partito che non c’è

Ha aleggiato sul corteo la questione della creazione di un nuovo partito. Landini non ha rinunciato a una stoccata: «Pensiamo di avere più consenso di quello che ha il governo». Però ha ribadito che non intende scendere in campo: «Il sindacato fa politica, non un fa un partito». Quindi il presidente del Consiglio «stia tranquillo, non siamo qui contro di lui: abbiamo l’ambizione di proporre idee per il futuro dell’Italia». Altro che 79mila assunzioni: «Vogliamo la creazione di milioni di posti di lavoro».

«Renzi? Ha un complesso di inferiorità»

In piazza poco Pd, ma non è mancata la sinistra dem, da Pippo Civati a Gianni Cuperlo, da Rosy Bindi a Barbara Pollastrini fino a Stefano Fassina, che ha sfilato con i manifestanti. «Qui c’è un pezzo importante di popolo che dobbiamo rappresentare – ha osservato -. Dispiace che Matteo Renzi tratti questa manifestazione con disinvoltura, come l’ennesima parata». Al gran completo invece Sel, con il leader Nichi Vendola, il coordinatore nazionale Nicola Fratoianni, il capogruppo alla Camera Arturo Scotto. Tra coloro che sono intervenuti sul palco in piazza del Popolo, il costituzionalista Stefano Rodotà (con le stampelle): «È patetico che ogni volta il presidente del Consiglio tiri fuori questa storia dei professoroni, o non ha altri argomenti o ha una sorta di complesso di inferiorità».

Confindustria: «I sindacati hanno frenato tutto»

I sindacati «hanno sicuramente responsabilità» nell’attuale situazione economica dell’Italia «perché hanno frenato tutto». Lo ha sottolineato da Venezia Giorgio Squinzi concludendo i lavori della Biennale di piccola industria. A proposito della manifestazione della Fiom, il presidente di Confindustria l’ha considerata «l’annuncio dell’avvio di un nuovo progetto politico» e si è augurato «che sia capace di guardare avanti e non indietro, perché ha già fatto danni continuare a guardare indietro». Pronta la replica di Landini da Roma: gli industriali, come il governo,«vogliono solo rendere il lavoro una merce, com’era nell’ 800. Squinzi cacci via i corrotti e Confindustria inizi a rinnovare i contratti, ma non estenda il modello Fiat».

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