Fenomenologia della Corruzione di Mente Critica

Dobbiamo essere tutti grati a “Il Fatto Quotidiano”. Non mi riferisco al pur lodevole lavoro d’inchiesta o ai magnifici editoriali di Travaglio che, seppur non sempre condivisibili nei contenuti, sono comunque ottimamente scritti.
Il regalo che il quotidiano on line ci fa stamattina sono questi quattro minuti e cinquanta secondi di ripresa video relativa al dibattito parlamentare sulle dimissioni di Lupi che ci raccontano magistralmente quella che è la fenomenologia della corruzione in questa nazione di cittadini occasionali.

Si esordisce con la retorica familista di Lupi che è marito e papà, prima che ministro, lui, marito e papà. Ma anche rancoroso quando, maliziosamente, nasconde una malcelata maledizione dietro quello che cerca di far passare come l’auspicio di un vecchio zio. A questo capolavoro di conformismo che cerca di occultare un fatto gravissimo ed indecente con una sequela stanca ed irricevibile di luoghi comuni, segue l’applauso, in piedi, di un’aula semivuota dove gente che pensa ai cazzi propri sa esattamente quando scattare, come figuranti, al segnale luminoso gestito dalla regia.

Segue la retorica populista di Di Battista che ha la rara quanto triste dote di dire cose gravissime facendole apparire ridicole. La replica, per quanto su argomenti differenti, è anch’essa strettamente avvitata sulla filettatura del luogo comune e non fa altro che rinforzare la struttura a tubi Innocenti del sistema, già di per sé solidissima. Anche perché Di Battista, per quanto di generazione differente, di altra formazione e con ruolo diverso, usa anche lui il trito artificio retorico di dire cose dicendo di non volerle dire. Cambiano le persone, cambiano le capigliature, la cultura è esattamente la stessa.

Ma è mentre che parla Di Battista che l’arcano della fenomenologia della corruzione italiana si dipana, finalmente, e si svela nella sua luminosa chiarezza. A raccontarcela sono le dita chiuse a punta nel gesto del “che cazzo dice questo” di colui che ricopre la carica di Ministro dell’Interno, il suo picchiottare sul cellulare, i volti bassi e gli occhi distolti quando Di Battista parla degli appalti utilizzati per propellere la macchina endoalimentata del potere autoreferenziale, le risate a bocca aperta di Lupi quando viene ventilata, populisticamente, la possibilità che egli restituisca i compensi percepiti.

Il sipario cala sulle “corna” dell’ex ministro che riportano il discorso all’ambiente culturale nel quale si è definito convincendoci che se, altrove, la “corruzione” può essere considerata fenomeno occasionale da combattere come malattia, da noi è struttura portante ed endemica di un sistema che non ha competenze, cultura e coraggio per riuscire a farne a meno.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...