No Tav, cade l’aggravante di terrorismo

Applausi scroscianti e urla di gioia dal pubblico presente nell’aula bunker del carcere Vallette di Torino, quando il presidente della Corte d’Assise, Pietro Capello, nel pronunciare la sentenza che condanna quattro attivisti No Tav a 3 anni e 6 mesi li ha assolti dall’aggravante di terrorismo. Permangono invece i reati di danneggiamento, fabbricazione e trasporto di armi e resistenza a pubblico ufficiale. I pm Rinaudo e Padalino avevano chiesto 9 anni e mezzo di reclusione. Abbracci anche tra gli imputati, Claudio Alberto, Niccolo’ Blasi, Chiara Zenobi e Mattia Zanotti, in carcere da più di un anno. Alle 17.30 e’ previsto un presidio in Val di Susa. L’avvocato Claudio Novaro, che ha capeggiato il legal team degli imputati, ha intenzione di chiedere gli arresti domiciliari.
Sulla sentenza è intervenuto il segretario del Prc Paolo Ferrero, che ha dichiarato: “Caduta l’assurda accusa di terrorismo per i quattro attivisti No Tav, resta una condanna enorme e puramente repressiva per danneggiamenti. In Italia chi ruba molto, fa affari e corrompe vive tranquillo e chi lotta rischia la galera. Due pesi e due misure che ci parlano della modernizzazione reazionaria che è in corso in questo paese: un ritorno all’Ottocento in cui il conflitto sociale viene trattato come un problema di ordine pubblico, dove la repressione serve a spaventare e annichilire. Il contrario di quanto avevano sperato e costruito i partigiani, che ritenevano che la giustizia fosse giustizia e non repressione di chi lotta”.
Per Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc di Torino, ricorda di aver sempre sottolineato che l’accusa di terrorismo nei confronti dei quattro attivisti No Tav “rei di aver bruciato un compressore” era un’assurdità, “l’espressione di un accanimento giudiziario nei confronti di un movimento di lotta contro la distruzione di una Valle”. “L’odierna sentenza della Corte di Assise di Torino – aggiunge Locatelli riferendosi alla cancellazione dell’aggravante di terrorismo – sancisce l’infondatezza di una accusa insensata, un’accusa che ha tenuto ingiustamente in carcere per oltre un anno quattro ragazzi. Detto ciò i tre anni e tre mesi inflitti per reati minori, tra cui il reato di danneggiamento e violenza a pubblico ufficiale, ci sembrano comunque sproporzionati rispetto al clima di impunità e prescrizione che circonda uomini di potere e del malaffare per reati ben più gravi, un clima che corrompe e inquina il sistema politico ed economico italiano”. E’ ora di finirla di trattare la lotta contro il Tav in Valsusa – conclude il segretario del Prc Torino – come una questione di ordine pubblico o peggio ancora di lanciare accuse del tutto insensate e infondate di terrorismo il cui unico risultato è di gettare benzina sul fuoco. Sia ridata subito libertà ai quattro attivisti No Tav”.

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