POLETTI CARMINATI E LE COOPERATIVE

poletti carminati

POLETTI POLETTI COSA FAI?

L’inchiesta sulla Cupola Nera a Roma rischia di prendere direzioni impensate. Spulciando nell’ordinanza stanno venendo fuori contatti tra i criminali, servizi segreti e carabinieri. Nel testo redatto dal gip si segnala che l’ex Nar Massimo Carminati, a capo, secondo i magistrati inquirenti, della rete di corruzione, “si rapporta contemporaneamente, quasi sempre in una posizione sovraordinata, con i massimi esponenti della pubblica amministrazione capitolina, con esponenti dei servizi segreti, con appartenenti alle forze dell’ordine, con i capi storici delle organizzazioni criminali tradizionali insediatisi nella Capitale, con criminali di strada”.

Il direttore dell’Aisi, Arturo Esposito, espressamente convocapo dal Copasir, il Comitato parlamentare sui servizi segreti, è costretto a smentire, ovviamente; ma non sarebbe la prima volta, come già all’epoca delle “stragi di Stato” che l’ultradestra avrebbe contatti con pezzi dei “servizi deviati”. Ma non è finita qui, perché nell’ordinanza si fa riferimento anche a contatti, questa volta meglio documentati, con alcuni militari dell’Arma dei Carabinieri. In particolare si fa riferimento ad un appuntato scelto in servizio al nucleo operativo presso la compagnia di Roma Trastevere. Per il gip non è chiaro il motivo degli incontri anche se scrive che “gli elementi raccolti consentono di affermare che gli indagati avessero in programma una attività illecita, probabilmente una rapina, da effettuare con la complicità degli appartenenti all’Arma”.
Che Massimo Carminati avesse non meglio precisati agganci con ambienti delle forze dell’ordine lo si ricava dalla circostanza, anche questa descritta dai magistrati, della “soffiata” sull’imminente arresto. E per questo, nelle ore immediatamente precedenti al fermo, aveva drasticamente cambiato le sue abitudini. Un repentino mutamento che ha indotto la Procura di Roma, che temeva un tentativo di fuga, a procedere con il fermo avvenuto nella giornata di domenica. Negli ultimi giorni Carminati aveva smesso di usare il telefonino cellulare, non dormiva più a casa e per comunicare utilizzava esclusivamente cabine telefoniche. I magistrati di piazzale Clodio sono convinti che l’ex terrorista dei Nar fosse stato informato dell’arrivo di un provvedimento restrittivo.

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