IL DISCORSO DI TSIPRAS A PIAZZA FARNESE

Piazza Farnese, ieri. L’appuntamento é con gli europarlamentari della lista Tsipras: Spinelli, Forenza e Maltese. Ma l’attesa è tutta per Tsipras. Alexis, l’uomo della frontiera-austerità della sinistra europea. È grazie a lui che si sono accese nuovamente le speranze di una sinistra italiana frammentata, delusa, dispersa, distratta e che, nel suo nome, ha provato a ricomporsi, ricompattarsi, lavorare insieme con i compagni di Sel. È stata l’ultima speranza del riconoscimento quella che ha spinto tanti compagni a raccogliere le firme necessarie per presentare la lista.

Il “quorum” l’abbiamo raggiunto. Ora bisogna raggiungere il cuore. Con i fatti della scissione di Sel la lista é ancora in grado di crescere e di lavorare per radicarsi in Italia? Ci rassicurano e ci infondono coraggio e quella speranza che a volte é al lumicino, Barbara, Curzio ed Eleonora. Ma chi restituisce il sorriso, che è a mezz’asta in Rifondazione, é Alexis. Arriva in Piazza Farnese e sono ormai le 19. Sale sul palco fiero, giovane, sorridente. Ci crede così tanto che lo trasmette immediatamente alla piazza ed é tutto uno scrosciare di applausi ad ogni suo dire. Eh sì che parla nella lingua musicale degli antichi padri e non gli esce neanche un italianissimo “ciao”, ma c’é l’interprete bravissimo a tradurre in simultanea. E parla a braccio per una buona mezz’ora. Lo interrompono solo gli applausi.

Il discorso di Tsipras
«Abbiamo vinto una battaglia, non abbiamo vinto la guerra. Ci sono ancora molte battaglie importanti da combattere.Vogliono diminuire i diritti sociali, i diritti del lavoro. Questo é il progetto dell’oligarchia. Amici e amiche il successo dell’altra Europa é un impegno costante verso il popolo italiano e verso tutti i popoli del sud. Lottare per il rovesciamento dell’austerità e del memorandum. È un impegno equo e sostenibile da parte dell’Europa per un vero new deal europeo, perché l’Europa non sia più nella stagnazione. Perché si apra la possibilità di nuovi posti di lavoro ben pagati e fissi. La nuova commissione a Bruxelles continuerà a perseguire la politica distruttiva della commissione Barroso che non era al servizio dell’Europa e dei suoi cittadini, ma del dogma neoliberista della signora Merkel.

Questo establishment europeo ci fa vergognare per l’Europa di oggi
E la signora Merkel oggi ha detto che riconosce il diritto di Israele e si trova al suo fianco, hanno il diritto di uccidere nei territori palestinesi persone inermi, disarmate e bambini. L’Europa dell’Umanesimo, quella cultura delle grandi lotte non può entrare nel corpetto reazionario nel quale alcuni la vogliono stringere e fare entrare per forza. Oggi dobbiamo dire che siamo tutti Palestinesi se vogliamo essere Europei. Non possiamo non reagire quando vengono uccisi dei bambini nello stesso mare che bagna le nostre coste. Compagni e compagne, il nostro impegno é quello di mettere nel margine l’emarginazione e di riunire l’Europa che è stata divisa dal neoliberismo. Guardiamo con senso di responsabilità il risultato positivo del maggio scorso. Sappiamo che la povertà, l’emarginazione e la disoccupazione sono qui, però dopo le elezioni europee possiamo guardare al futuro con maggiore ottimismo. D’ora in poi la nostra principale priorità deve essere l’unità delle nostre forze.

Non esiste un domani senza l’unità delle forze della sinistra
S’inganna chi pensa di poter avere un futuro politico glorioso, senza coloro che ha avuto al suo fianco in questi mesi dell’esperienza dell’altra Europa. Aumentiamo quindi i nostri sforzi, aumentando i contatti con la società in ogni luogo di lavoro, in ogni zona delle nostre città. È questa la sfida. Dobbiamo riprendere i contatti con i giovani, con le donne, con i disoccupati e riacquisire la fiducia del popolo della sinistra che in questo periodo ha cercato di riempire la nostra assenza con altre scelte. Specialmente adesso che le maschere sono state gettate e che Grillo in un giorno, senza quasi che si avesse il tempo di capirlo ha deciso di essere l’alleato di Farage, della destra inglese, dimostrando che é più a destra della destra. Specialmente adesso ci vuole una sinistra forte, perché il governo Renzi mostra di voler diminuire gli spazi democratici, di voler cambiare la Costituzione.

Adesso ci vuole una risposta forte della sinistra.
Dobbiamo dimostrare che la sinistra delle grandi lotte italiane, la sinistra di Togliatti, di Berlinguer é tornata perché vuole rimanere sulla scena politica. Cittadini di Roma, qui come anche ad Atene, dobbiamo aumentare gli sforzi per bloccare il fenomeno della rinascita del fascismo. Perché ad Atene e a Roma la xenofobia e il razzismo non possano alzare la testa e perché ad Atene e a Roma organizzazioni di estrema destra come Casapound e Alba dorata non possano organizzare manifestazioni. Dobbiamo convincere le persone che non hanno lavoro e che vivono ai margini che la causa dei loro problemi non sono gli stranieri, gli immigrati, ma le politiche di austerità. Sostenere i beni comuni, sostenere il popolo, sostenere chi rischia di perdere la casa a causa dei banchieri, questo secondo noi é il compito della sinistra in questi giorni difficile della crisi. So che in questi anni della crisi sentite continuamente dire che l’Italia non deve diventare come la Grecia, ma vi voglio dire che la Grecia e l’Italia hanno tantissimi elementi in comune. Molte famiglie in Italia come in Grecia vivono sotto il livello di povertà.

Ricchi sempre più ricchi
Alcuni insistono che dobbiamo imparare bene la lezione. Dobbiamo mettere in atto la politica barbara dell’austerità, mentre sta aumentando la povertà e i poveri diventano sempre più poveri e i ricchi continuano a diventare sempre più ricchi. Dobbiamo dire che tutto questo non può continuare, dobbiamo unire le nostre voci e le nostre forze insieme a quelle di milioni di persone, perché tutto questo non lo sopporta la democrazia, non lo tollera la sinistra.

Una sinistra egemonica e radicale
Dobbiamo costruire una nuova sinistra egemonica radicale la quale non sappia solo rinunciare, ma anche vincere e costruire. Perchè noi non ci perdiamo nel cedere concessioni al blocco di potere maggioritario, ma creiamo una nuova maggioranza totale e la trasformiamo in blocco storico come lo ha concepito e analizzato Gramsci. Amici e amiche, compagni e compagne I mesi a venire sono difficili. Di fronte a noi abbiamo le forze dell’establishment che cambiano sempre per rimanere sempre le stesse,ma noi siamo la nuova forza che fa nascere la speranza nel popolo dell’Europa. Vi ringrazio molto per fare fatto a me e a Syriza l’onore di fare insieme questa lotta, continueremo a farla e state certi vinceremo».

È tutto chiaro, tutto esaltante ciò che dice Alexis e chi era in piazza ha provato l’ebbrezza di sentirsi più Italiano, più coraggioso, più Europeo, più compagno. Comunque non si é sentito solo nel credere che un’altra società è possibile, come è possibile un’altra Europa, quella di Tsipras .

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