Non è che l’inizio con quasi 10mila per un controsemestre

Renzi lancia il semestre europeo? A Roma parte il «controsemestre popolare» con una manifesta­zione di 10mila persone che hanno sfilato ieri (28 giugno 2014) da piazza della Repubblica fino a piazza Santi Apostoli.

Hanno partecipato, tra gli altri, l’Unione sindacale di base (Usb), Rifondazione Comunista, il movimento per l’acqua pubblica, la rete dei comunisti, Ross@ e la minoranza Cgil «Il sindacato è un’altra cosa». Il corteo è stato «il primo tassello di sei mesi di contestazioni». Una manifestazione contro l’Unione Europea intesa come un «super-stato in formazione con metodi dispotico-oligarchici», distinta dall’Europa come insieme di «popoli e spazio geografico-culturale comune». Una differenza ribadita nel corteo aperto da esponenti della carovana dei migranti e dei rifu­giati provenienti da Bruxelles.

La promessa è di vigilare, tenere sotto pressione e fare proposte alternative per tutta la durata del semestre europeo italiano. In testa alla manifestazione un grosso striscione, esposto da alcuni giovani immigrati africani, con su scritto «Rottamiamo Renzi e i Trattati dell’Unione europea» e accanto l’immagine del gufo che richiama simbolicamente l’affermazione più volte utilizzata dal premier nella campagna elettorale per le europee («prima c’erano falchi e colombe, ora gufi e sciacalli»).

E proprio Matteo Renzi è stato simbolicamente portato in corteo, assieme al ministro per le Riforme Marianna Madia, con due manichini vestiti da «apprendisti stregoni» con finte banconote da 80 euro attaccate al mantello nero. In piazza dai lavoratori dell’Ilva ai movimenti per la casa e per l’acqua bene comune, dai vigili del fuoco ai sostenitori delle cause della Palestina e dell’Ucraina. «Siamo ottomila», hanno detto gli organizzatori nel corso della manifestazione. Tra i numerosi striscioni anche uno dedicato al Pontefice: «Siamo con Francesco ma noi il paradiso lo vogliamo sulla terra».

Durante il tragitto un gruppo è salito sulla terrazza della Scalinata dei Borgia che affaccia su via Cavour, ha srotolato alcuni striscioni e acceso fumogeni. «No UE», recitava uno degli striscioni. Lungo il corteo anche bandiere No-Tav. Anche il leader di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, ha partecipato alla manifestazione di oggi. «Renzi sta mettendo in piedi un enorme teatro privo di contenuti – ha detto Ferrero – perché ha accettato i Trattati europei, ha chiesto la flessibilità ma non ha ottenuto nulla. È più cattivo di Berlusconi, con la Merkel stanno facendo il gioco delle parti».

Qualche attimo di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine c’è stato poco prima della conclusione della manifestazione quando una delegazione, all’arrivo in piazza Santi Apostoli, voleva raggiungere la sede italiana della Commissione europea di via IV Novembre, già imbrattata nei giorni scorsi. Ad impedirglielo un cordone di agenti in tenuta antisommossa e alcuni blindati. «Vergogna, vergogna», hanno urlato alcuni manifestanti che poco dopo indietreggiando hanno acceso diversi fumogeni. In piazza anche i migranti e i rifugiati della Carovana della dignità di ritorno da Bruxelles dove, spiegano gli organizzatori, hanno consegnato le loro istanze.
L’Usb, presente con tante e tanti lavoratori, ha dichiarato: “Oggi 10.000 manifestanti hanno percorso le strade di Roma nella prima iniziativa del Controsemestre popolare che così saluta il semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea. Ma questa è stata anche la prima manifestazione contro il governo Renzi e le sue politiche antipopolari e di austerità. Usb c’era ed ha contribuito in modo evidente e sostanziale alla riuscita del corteo che e partito da piazza della Repubblica ed è terminato a piazza Santi Apostoli a pochi metri dagli uffici dell’Unione europea. È stato un segnale forte e chiaro che avvierà una serie di iniziative che si svilupperanno nei prossimi mesi”.

“Era difficile manifestare, oltre tutto per chi va contro l’onda renziana che travolge tutto c’è la censura — ha dichiarato Giorgio Cre­maschi — Da oggi contro il governo Renzi e il trasferimento in Italia del governo della signora Merkel, comincia un’opposizione conti­nua che andrà avanti per tutto il semestre. Con lotte e mobilitazioni contesteremo alla radice il falso ideologico che si sta costruendo ai danni dei lavoratori italiani, la seconda cavia d’Europa dopo la Grecia”.

“E’ chiaro che avrebbero dovuto partecipare tutti quelli che sono contro Renzi – ha aggiunto Cremaschi in una dichiarazione al quoti­diano online “Contro la crisi” — E che non ci sono. Questo vuol dire che dobbiamo prendere il toro per le corna e affrontare le diffe­renze che pure ci sono, chiudendo con l’eccessiva concorrenzialità nella sinistra antagonista e che non ci possiamo permettere”.

Presente anche il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero: “Renzi sta facendo un enorme teatro privo di qualsiasi conte­nuto – ha detto — ha ottenuto un accordo con Juncker peggiore di quello concesso quatrro mesi fa: non ha ottenuto nulla, lasciando fiscal compact e flessibilità sostanzialmente immutate”.

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