Caivano, gli abitanti del Parco Verde in tuta e pettorina per spazzare via il degrado

Fai da te contro il degrado, cittadini che s’improvvisano netturbini o giardinieri, che a proprie spese e senza scopo di lucro tappano le falle di uno Stato troppo spesso assente. Succede al Parco Verde di Caivano, epicentro della Terra dei Fuochi, 700 alloggi stretti nella morsa dell’abbandono, della fatiscenza, dei clan della camorra dello spaccio. Tanta gente problematica ma altrettante persone oneste armate di buona volontà. Persone che ieri si sono messe una tuta bianca, una mascherina e una pettorina gialla con la scritta “Decoriamo il Parco Verde”. I volontari del fai da te contro il degrado, sono una ventina per il momento, stanno rivoltando come un calzino il gigantesco insediamento della ricostruzione, dove c’è la chiesa del sacerdote simbolo della Terra dei Fuochi, don Maurizio Patriciello.

Volontari armati di ramazze, pale e tosaerba che stanno ripulendo tutto, marciapiedi, strade, cortili. Stanno anche risistemando i giardini stracolmi di erbacce e di siringhe gettate alla rinfusa dai troppi tossicodipendenti che frequentano la zona. Schiavi della droga che si recano periodicamente in pellegrinaggio in questo che è una delle più grandi centrali dello spaccio dell’hinterland, probabilmente seconda soltanto alla famigerata Scampia delle case Azzurre e delle case dei ” Puffi”. “Guardate, guardate qui – fa notare un volontario del repulisti civico – sono decine…”. Decine di siringhe usate, dappertutto, anche sui marciapiedi. “Abbiamo deciso di lottare da soli, senza scopo di lucro, a nostre spese”, spiega, sguardo serio e tono deciso uno dei promotori dell’iniziativa, Antonio Annavale, operaio sessantenne.

Antonio ha creato un’associazione dal nome semplice quanto significativo, l’Associazione Diritti Sociali. Dall’organismo è scaturita l’idea del lavoro collettivo, strumento di sviluppo sociale ormai consolidato nel continente latino americano e che lì prende il nome di trabajo colectivo. Lavoro collettivo, che segue turnazioni precise, un’organizzazione molto disciplinata. Lavoro collettivo che sta caratterizzando il progetto “Decoriamo il Parco”. Nessuna azione estemporanea dunque. L’opera di pulizia e risistemazione dell’abitato durerà. “Non sarà un’esperienza provvisoria – aggiunge Annavale – faremo vedere al comune ciò di cui tanti abitanti del Parco Verde sono capaci”.

Da anni l’hinterland napoletano è caratterizzato da esperienze simili. Tutte però abbandonate troppo presto. Ma qui, a Caiavano, pare che si stia facendo sul serio, che il progetto possa avere vita duratura. Cosa che si sta ripetendo nella non molto distante Pomigliano, dove i volontari della “Brigata Felice Sodano” hanno avviato un programma di risanamento urbanistico che ha portato alla rinascita di un bosco abbandonato, e anche qui nel rione della ricostruzione. Qualche anno fa un tentativo del genere era stato fatto anche nel rione della ricostruzione di Castello di Cisterna, a due passi da Pomigliano. In questo caso però i volontari anti degrado durarono soltanto per il breve volgere di una mattinata di spazzate e vangate.

Pino Neri

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