QUANDO IL MIUR DA’ I NUMERI SULLE PROVE INVALSI

” Piu’ del 30% delle classi hanno boicottato le prove Invalsi “. E’ quanto sostiene Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti, secondo il quale il Miur “dichiara una percentuale falsa (98%), che si riferisce a dati campione di classi rigidamente controllate dagli ispettori ministeriali o da Dirigenti scolastici pro-Invalsi”. “Invece di capire le ragioni della protesta continuano imperterriti a seguire una strada che svilisce sia i docenti che gli studenti. Sin dalle prime ore del pomeriggio – continua Lampis – abbiamo iniziato a ricevere segnalazioni da parte di
studenti minacciati da professori o dirigenti per la mancata compilazione dei test. Ritenendo inaccettabili questi atti abbiamo provveduto ad avviare uno sportello Sos Invalsi, attivo dalle 10 alle 18 allo 06/69770332 o scrivendo a unionedeglistudenti@gmail.com. Ribadiamo che e’ fatto divieto di risalire al singolo studente, sfruttando il codice alfanumerico del test, per attribuirgli voti su registro o sanzioni disciplinari: le prove, lo dice la normativa sulla privacy diffusa dallo stesso Istituto, devono essere totalmente anonime.
Inoltre essendo attivita’ ordinaria non obbligatoria, al pari di gite e attivita’ pomeridiane, i test devono essere approvati dagli organi collegiali e la partecipazione degli studenti e’ completamente libera”.

Eleonora Forenza, candidata de L’Altra Europa con Tsipras e Giovanna Capelli, responsabile Scuola di Rifondazione Comunista, hanno dichiarato:

«Bene la massiccia adesione al boicottaggio del test Invalsi nelle scuole. È una lotta difficile e articolata, che negli anni si è rafforzata, ha trovato adesioni tra i docenti, i genitori e gli studenti, che criticano il merito dei test e la loro funzione selettiva e darwiniana. I test Invalsi sono il simbolo di come è ridotto il sapere oggi nella scuola: nozionismo, falso neutralismo, subalternità al pensiero unico. Il salto di qualità sta nell’estensione del boicottaggio e nelle forme di autodifesa dalla repressione e anche nella nuova possibile unità dei movimenti che in vario modo lottano per la scuola pubblica. Rifondazione comunista sostiene questi movimenti, con loro abbiamo lavorato e continueremo a farlo per la riuscita del boicottaggio e per la diffusione delle sue ragioni».

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