No Tav, sfila tranquillo a Torino il corteo contro la repressione. “Colpevoli di resistere”

di Fabio Sebastiani

Nessun tele giornale dedicherà più di venti secondi a quanto si è svolto a Torino. Non ci sono state violenze e non possono accusare di eversione nessuno. Il TG3 il TG1, il TG5 i cui direttori avevano già preparato i coccodrilli sono presi dalla disperazione e dalla depressione

Ventimila persone circa (ma per la Questura erano poco più di cinquemila) hanno attraversato con canti e slogan  Torino (fino a piazza Castello) nel corteo No Tav contro la repressione, ovvero per la libertà dei militanti accusati di terrorismo. Un corteo pacifico che ad un certo punto ha pure impedito ad un gruppetto di ragazzotti di imbrattare la sede dei carabinieri. E il Silp ha pure fatto un comunicato ufficiale in cui si sottolinea il carattere democratico dell’iniziativa. Insomma, tutto il contrario del clima di violenza disegnato dai mass media e ben interpretato dagli apparati di polizia attraverso il blocco di molti treni in partenza da Milano e la perquisizione di diversi pullman.
Un corteo pacifico ma chiaro negli obiettivi. Questo deve aver mandato su tutte le furie il senatore del Pd Esposito, l’ultrà pro-Tav, che ha dovuto trovare altri argomenti di scontro. E così ecco venir fuori un presunto flop dell’iniziativa. E già che era in giornata “produttiva” più tardi è arrivato un attacco al veleno contro il capogruppo di Sel in Consiglio comunale, Curto, reo di aver partecipato al corteo e di sostenere, al contempo, la lista di Chiamaparino in corsa per la Regione Piemonte. “Curto deve essere ancora una volta in piena confusione politica – ha detto Esposito, con il chiaro stile dell’avvertimento poiltico -. Forse adesso abbiamo capito perche’ in queste settimane da Curto non sia arrivata una netta presa di distanza dagli attacchi ricevuti dal Partito Democratico. Spero che il segretario regionale di Sel Nicola De Ruggiero voglia chiarire la linea politica di Sel nei confronti della magistratura e dei violenti” ha aggiunto Esposito.
“E’ una giornata in cui ci battiamo non più solo contro il Tav ma per difendere la libertà, il diritto di tutti a manifestare e a opporsi alle decisioni. Questa è una manifestazione contro la repressione”, ha detto Alberto Perino, leader storico dei Comitati Val di Susa all’inizio della manifestazione. Dal palco di piazza Castello ha preso poi la parola Lele Rizzo del centro sociale Askatasuna: “Tagliare le reti è una cosa giusta – ha detto – e va fatta. Siamo qui ad accettare l’ennesimo terreno di battaglia che ci viene posto dalla magistratura”, ha aggiunto riferendosi alle vicende giudiziarie degli indagati e degli arrestati no tav.
Sul palco della manifestazione No Tav, a cui ha partecipato anche il Prc, con Paolo Ferrero, e l’Anpi, ha parlato anche Haidi Giuliani, la mamma di Carlo, il giovane manifestante morto al G8 di Genova, nel 2001. “Mio figlio – ha detto – è qui, con Sole e Baleno. La sua morte ha insegnato che il dissenso non è più lecito”.

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