FIORENTINA NAPOLI 1 A 3 NAPOLI CAMPIONE D’ITALIA

Non si può neppure vincere una partita Che tutti ti danno addosso o sei napoletano o sei comunista o sei ebreo la colpa è sempre tua. Perchè sei brutto sporco e cattivo.

Non conta il risultato da sabato sera si parla d’altro.

Se la partita si è giocata la colpa è del capo ultras con una brutta maglietta addosso, se non si fosse giocato la colpa sarebbe stato del capo ultras. Oppure dei comunisti, degli ebrei o dei napoletani che sono camorristi, trogloditi  e analfabeti.

++ C.Italia:tifoso ferito da colpo pistola,è gravissimo ++

Ed invece si sta a commentare di tutto.

I fatti potrebbero essere andati così. Un sabato pomeriggio nella capitale d’Italia si deve tenere la finale della coppa Italia. Roma viene percorsa da migliaia di tifosi delle due squadre che sigiocheranno la finale. Napoletani e fiorentini.

Sono in tutto quasi sessantamila. Per una capitale una massa di persone facilmente controllabile da un enorme schieramento di forze dell’ordine.

Non sarà così. in uno dei viali che portano allo stadio ci sono alcuni tifosi (romanisti ma nessuno li nominerà mai) che meditano qualche vendetta. Ingiuriati offesi i gruppi vengono alle mani finchè uno che cammina con la pistola  ferisce un tifoso napoletano gravemente e altri lievemente.

Alle 20,30 chi ha già preso posto allo stadio ritiene che stia per iniziare un tranquillo sabato di sport, semmai sta guardando la tribuna Montemario per vedere  chi sono gli imbucati. Ma arrivano le brutte notizie. Non si sa se il ferito napoletano vittima dei colpi di arma da fuoco è in pericolo di vita o è morto. La tifoseria napoletana ritira le gli striscioni. Viene chiamato il capitano del Napoli e si discute a bordo campo, in tribuna, negli spogliatoi in TV sulla Rai e nelle segrete stanze.

Alla finedopo 45 minuti si gioca e il risultato è 3 a 1 per il Napoli. La Fiorentina è battuta. I gol son segnati da Insigne, due volte, da Vargas e da un sigillo di Martens. Premiazione finale Hamsik alza la coppa al cielo. Il Napoli per la quinta volta vince la Coppa Italia e Rafael Benitez .

Fine? NO!!!

Affermava Nietzsche che non ci sono fatti ma solo interpretazioni.

Questa nostra età è l’epoca della decadenza, è  l’età del nichilismo.

Prima di tutto viviamo una delle più profonde e drammatiche crisi economiche, sociali, culturali e di valori. Su questa crisi viene messa sempre la sordina oppure si liberano le forze peggiori. Non si canalizza più il disagio di vivere e ci sono sempre più spesso esplosioni. Lo stadio rappresenta il luogo dove si manifesta in tutta la sua violenza tale disagio.

Si possono contare a decine i cas,i l’indomani infatti ,la domenica, a Torino il sindaco juventino provoca i tifosi del Toro al Filadelfia  alzando il dito medio nel giorno della commemorazione della strage di Superga.

La telecronaca della Rai è stata scandalosa, ogni secondo si accusavano i napoletani di qualsiasi cosa,  avevano assunto il ruolo di megafono di fandonie, sul perchè bisognava giocare per non dar luogo a stragi all’uscita, poi la versione che il ferimento non centrava nulla con la partita. Non veniva mai detto che il feritore era un tifoso della Roma, Poi si intervistavano il prefetto e il presidente del Senato Grasso che parlava di delinquenti.

Quindi si mandava il capitano del Napoli a parlare con un capo tifoso, mentre il presidente del Consiglio se ne stava sorridente in tribuna ad apettare il calcio d’inizio. E si tirava un sospiro di sollievo perchè la curva aveva detto si.

Gli spettatori se ne stavano calmi e intanto assurgevano a deus ex machina due individui uno con una brutta maglietta con una scritta a sostegno di un ultras che aveva ucciso un poliziotto a Catania mentre il secondo, si saprà, era stato uno dei primi a soccorrere il ragazzo in fin di vita. Avevano entrambi il phisique du role per finire su tutte le pagine e le televisioni del modo. E così è stato. Genny ‘a carogna andava bene per rappresentare i napoletani camorristi, violenti, buzzurri, trogloditi.

Il fatto  cioè il ferimento del ragazzo passava in secondo piano, addirittura oggi è stato posto sotto sorveglianza e deve essere arrestato per aver partecipato alla rissa.

Non si parla dei ventinovemila napoletani onesti, corretti gioiosi ma solo di alcuni che sono camorristi,  e ti pareva che Saviano non doveva dire la sua,  spacciatori che mettono in ginocchio lo stato italiano.

Non si parla dei primi venti minuti magnifici del Napoli, della tentata rimonta della Fiorentina, e della tenace resistenza in 10 del squadra di Benitez, del magnifico gol di Martens. Non si parla dei cori dei tifosi fiorentini VESUVIO. No solo dell’arretretezza dei napoletani. Un squallido sociologismo nasconde  tutto il marcio di queste classi dirigenti. Giornalisti, artisti,politici prefetti, ministri, presidenti.

La colpa è del napoletano che non declama la Divina Commedia ma parla uno strano dialetto che commercia droga è violento e rapresenta l’emblama del marciume di Napoli.

Voi vi sentite assolti, ma ricordate siete sempre coinvolti.

E’ inutile nascondersi dietro la figura di Genny ‘a carogna.

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