LA BATTAGLIA DI STALINGRADO

“Un uragano d’acciaio li colpiva in viso, ma continuavano ad avanzare. Un terrore superstizioso si impadronì del nemico: erano degli uomini questi che attaccavano? Erano mortali?”

“Si, i siberiani erano semplici mortali e pochi di loro sopravvissero, ma fecero il proprio dovere!” Vasilij Grossman

bandiera r stalingrado

2 Febbraio1943 termina la battaglia di Stalingrado, le sorti della II guerra mondiale si ribaltano grazie al sacrificio del popolo sovietico.

Inizia la riscossa e la sconfitta del nazifascismo. Due anni dopo le truppe dell’Armata Rossa liberavano Berlino.

Hoffmann, 11 settembre 1942 : “Il mio battaglione combatte alla periferia di Stalingrado, si lotta senza sosta.Tutto brucia.I cannoni e le mitragliatrici russe sparano da una città in fiamme. Fanatici!”

Hoffmann, 16 settembre 1942 :”Il nostro battaglione,con i carri-armati, sta attaccando i depositi di grano. Le perdite sono ingenti. I depositi non sono occupati da uomini, ma da demoni che nessun proiettile o fiamma può distruggere.”

Hoffmann, 18 settembre 1942:”La battaglia continua all’interno dei depositi. Se tutti gli edifici di Stalingrado sono difesi così,nessuno di noi tornerà a casa.”

Hoffmann, 20 settembre 1942: “La battaglia per i depositi continua.”

Hoffmann, 22 settembre 1942 : “La resistenza russa è vinta,le nostre truppe avanzano verso il Volga. Abbiamo trovato solo quaranta russi morti nel deposito.”

Hoffmann, 26 settembre 1942 : “Non li vedi nemmeno. Si nascondono nelle case, nelle cantine e sparano da ogni direzione, anche dalle nostre retrovie. Incivili. Hanno metodi da banditi.”

Hoffmann, 4 ottobre 1942 : “Ci sono mitraglieri ovunque. Davvero dovremo combattere per un altro di questi terribili inverni russi?”

Hoffmann, 14 ottobre 1942 : “Da stamattina, tutto va bene: i nostri aerei e l’artiglieria hanno bombardato le postazioni russe per ore.”

Un tenente tedesco, 16 ottobre 1942 : “Stalingrado non è più una città, ma un’enorme fornace illuminata dal riflesso delle fiamme. Al calar della notte, una di quelle notti calde,rumorose e sanguinose, i cani si buttano nel volga per raggiungere disperatamente l’altra riva. La notte a Stalingrado li terrorizza. Gli animali fuggono da quell’inferno. Anche le pietre più resistenti stanno per cedere. Solo gli uomini resistono.”

Hoffamnn, 22 ottobre: “Chi avrebbe immaginato, tre mesi fa, che invece dell’esultanza per la vittoria, avremmo trovato torture e sofferenze di cui non vediamo la fine. I soldati chiamano Stalingrado “La fossa comune della Wehrmacht”.”

Radio Mosca, 25 dicembre 1942: “Ogni sette secondi, in Russia, muore un soldato tedesco. Stalingrado è una fossa comune.”

Von Paulus, comandante Sesta armata tedesca, 24 gennaio 1943: “Mancano munizioni e cibo. Molte unità hanno esaurito anche cavalli, cani e topi. Impossibile esercitare comando. Sconfitta inevitabile. Chiedo il permesso di ritirarmi da Stalingrado.”

Adolf Hitler, 25 gennaio 1943: “La Sesta armata farà il suo storico dovere a Stalingrado fino all’ultimo uomo.”

Un ufficiale russo, 4 febbraio 1943: “I tedeschi sono ben strani: convinti di venir qui e conquistare Stalingrado con i loro stivali lucidi. Credevano sarebbe stata una passeggiata?”

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