Ecco l’elenco dei 47 comuni campani più inquinati dalla camorra fornito dal ministero della salute a settembre scorso

Elenco Ministero 47 comuni inquinati tra Napoli e Caserta
„Una terra malata, avvelenata, il cui futuro è stato ipotecato in nome del denaro. E’ noto da tempo che una parte della Campania vive un’emergenza ambientale e sanitara di proporzioni enormi, una devastazione indicibile creata consapevolmente da traffici criminali di rifiuti pericolosi, nel colpevole silenzio istituzionale (o peggio ancora, in qualche caso nella piena connivenza).
Una terra dove il tasso di tumori è elevatissimo e continua a crescere: secondo il noto oncologo e ricercatore Antonio Giordano, i dati a disposizioni dicono chiaramente che nel prossimo futuro 6 abitanti su 10 del territorio avvelenato si ammaleranno di tumore o di altre patologie gravi. Un biocidio, un’ecatombe al quale ancora non si pone l’adeguato rimedio.“

A distanza di qualche mese viene diramato l’elenco dal Ministero della Salute dei 47 comuni inquinati. In pratica moltissimi comuni del Napoletano e del Casertano, milioni di persone a rischio di gravi malattie. La popolazione in questi comuni è a forte rischio di malattie del cancro, malattie respiratorie ed endocrine. In più tutte le sostanze inquinanti, diossine, pcb (policlorobifenili) e metalli pesanti e ftalati possono portare alterazioni in diversi organi e apparati. Sono sostanze che possono essere cancerogene e mutagene, e quindi provocare malattie degenerative nervose, alzheimer, parkinson e anche diabete. Questo l’elenco dei 47 comuni:

Acerra, Arienzo, Aversa, Bacoli, Brusciano, Caivano, Camposano, Cancello ed Arnone, Capodrise,Capua, Carinaro, Carinola, Casagiove, Casal di Principe, Casaluce, Casamarciano, Casapesenna, Casapulla,Caserta, Castelvolturno, Castello di Cisterna, Cellole, Cervino, Cesa, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Curti,Falciano del Massico, Francolise, Frignano, Giugliano in Campania, Grazzanise, Gricignano di Aversa,Lusciano, Macerata Campania, Maddaloni, Marcianise, Mariglianella, Marigliano, Melito di Napoli,Mondragone, Monte di Procida, Nola, Orta di Atella, Parete, Pomigliano d’Arco, Portico di Caserta, Pozzuoli,Qualiano, Quarto, Recale, Roccarainola, San Cipriano d’Aversa, San Felice a Cancello, San Marcellino, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada, San Paolo Bel Sito, San Prisco, San Tammaro, San Vitaliano, Santa Maria a Vico, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa, Sant’Arpino, Saviano, Scisciano, Sessa Aurunca, Succivo, Teverola, Trentola- Ducenta, Tufino, Villa di Briano, Villa Literno, Villaricca e Visciano.

Non è di oggi la notizia che in Campania c’è la maggiore percentuale di tumori in Europa, con una particolare “tendenza” per i tumori polmonari e quelli epatici. Negli Stati membri della European Environment Agency (EEA) i siti da bonificare sono circa 250.000 e migliaia di questi siti sono localizzati in Italia: 57 di essi sono definiti di “interesse nazionale per le bonifiche” (SIN) sulla base dell’entità della contaminazione ambientale, del rischio sanitario e dell’allarme sociale. I 57 siti del “Programma nazionale di bonifica” comprendono aree industriali dismesse, aree industriali in corso di riconversione, aree industriali in attività, aree che sono state oggetto in passato di incidenti con rilascio di inquinanti chimici e aree oggetto di smaltimento incontrollato di rifiuti anche pericolosi.

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