Adesso che Bersani sta meglio di AMLO

Ora che gli articoli, gli attestati di stima e gli auguri sono scomparsi dai giornali e dalle TV unificate da http://www.amlo.it/  riprendo un intervento puntuale e logico su quello che sta succedendo sulla malattia di un noto politico. Bisogna sottolineare che gli interventi di Amlo sono sempre intelligenti ed interessanti.

Adesso che Bersani sta meglio, ha parlato con la famiglia, ha chiesto se gli avevano registrato la partita della Juve, insomma adesso che è fuori pericolo, è il caso di dire un po’ di cose che (ovviamente, come al solito) non sono state dette, se non di sfuggita. Quindi, premesso che: contro la mia stessa antipatia per l’uomo, sono felice che stia bene, e che mi sono sinceramente dispiaciuto per la sua malattia, smettiamo di parlare di lui, così, magari, isolando il fatto dall’umana empatia, riusciamo a chiarirci meglio.

Fermo restando quanto ho appena scritto (che vi prego di tenere a mente), facciamo che parliamo di un politico a caso, tale XY.

E facciamo che questo XY sia non un uomo delle opposizioni, ma uno che bene o male, negli ultimi anni, ha condiviso importanti responsabilità di governo. E mettiamo anche che questo politico XY, assumendosi appunto queste responsabilità, sia anche un po’ colpevole dello sfascio totale del paese che contribuisce a governare. Ma: attenzione. Adesso questo politico sta male, e, come è ovvio, qualcuno gli augura pubblicamente tutto il male possibile, qualcuno invece spera sinceramente che si rimetta presto, qualcun altro (moltissimi) spera che crepi quanto prima anche se pubblicamente gli manda mazzi di fiori al capezzale.

Come è ovvio, come è, come è sempre stato, come sempre sarà. E’ tremendo, ma è la vita, che è tremenda.

Ora, mettiamo che questo carosello di auguri, di cuore, celati o bestemmianti, invece che svolgersi nelle nostre testoline ipocrite, avvenga sul web. Esattamente, cosa cambia? Che i giornali scrivono che il paese si è imbarbarito? Bene, ho una notizia per voi: il paese si è imbarbarito anni fa, con buona pace degli austeri commentatori. Ripeto, io non sono tra quelli che augurano il male al politico XY (ripeto, non Bersani, non sto parlando di lui), ma. E’ il politico XY consapevole che le sue responsabilità di governo impattano quotidianamente con la vita delle persone? E’ egli consapevole che ogni volta che un governo da lui sostenuto autorizza tagli alla sanità pubblica, qualcuno, un essere umano come lui, meritevole della stessa pietas e delle stesse cure, muore?

Il politico XY autorizza un taglio alle spese sanitarie e QUALCUNO MUORE.

Solo che questo qualcuno non ha una faccia, se non per i familiari: sta lì, in un pronto soccorso lurido, a ricevere l’assistenza che può dargli un personale sanitario ridotto all’osso e poco motivato, mentre i governi comprano aerei scambiandoli per elicotteri.

E’ il politico XY consapevole che, ogni volta che qualcuno, nel governo che sostiene, compra aerei da guerra, finiscono i soldi per le scuole? Si rende conto, mentre è circondato dal calore dei messaggi d’affetto, che mentre il suo governo è impegnato a salvare le banche (LE BANCHE!), qualcun altro, per colpa di quelle stesse cazzo di banche, perde la casa, e un’intera esistenza di una intera famiglia (composta di persone esattamente identiche ai familiari in ansia per la salute di XY) viene spazzata via?

Ora, se fossi nei panni del politico XY, sarei perfettamente consapevole del gran numero di persone che mi augura, anche pubblicamente la morte. Non è bello, personalmente non lo faccio, ma non sono così vergognosamente ipocrita da far finta che così non sia.

Vedete, quando Dylan Thomas era sul letto di morte, chiamarono la moglie, che, accorsa al capezzale, pronunciò una sola frase: Non è ancora schiattato, quel porco?

Tremendo, eh? Vedete, il fatto è che lui le aveva distrutto la vita, e lei semplicemente disse la prima cosa che le venne in mente.

Personalmente, se fossi il politico Xy, al quale, anche se non esiste, auguro ogni bene di vero cuore, cercherei di prendere decisioni, di fare cose che facciano pensare alla gente che il mondo sarebbe un posto peggiore, senza di me. Ma si sa, io sono un povero stronzo.

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