Istat: persi in 6 anni un milione e mezzo di posti

In sei anni, tra il secondo trimestre 2007 e il secondo trimestre 2013 gli occupati in Italia sono scesi di 837,553 mila unita’; il saldo e’ dato da una perdita di 1,683. 213 occupati italiani e da un aumento degli stranieri di 845.659. I dati emergono dalla nota semestrale sul mercato del lavoro degli immigrati in Italia, presentata oggi al ministero del Welfare.

Nella nota si sottolinea come l’occupazione degli stranieri abbia risentito della crisi del mercato del lavoro “anche se in forme meno accentuate rispetto agli italiani”. Con riferimento al tasso di occupazione, in un anno si passati dal 61,5% nel II trimestre 2012 al 58,1% dello stesso periodo del 2013.

Nel secondo trimestre 2013 oltre 500.000 cittadini stranieri risultano in cerca di occupazione, quota che e’ aumentata di 140 mila unita’. Inoltre, al dato sulla disoccupazione si aggiunge quello sulla popolazione straniera inattiva che ha raggiunto quota 1.250.000 (+86mila unita’ tra il II trimestre 2012 e il II trimestre 2013).

Una crisi che continua a riflettersi nel calo dei consumi. Ad ottobre 2013 l’indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio (valore corrente che incorpora la dinamica sia delle quantita’ sia dei prezzi) diminuisce dello 0,1 per cento rispetto al mese precedente. Nella media del trimestre agosto-ottobre 2013 l’indice registra una flessione dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti. A rilevarlo è l’Istat.
Nel confronto con settembre 2013, le vendite di prodotti alimentari diminuiscono dello 0,2 per cento, quelle di prodotti non alimentari dello 0,1%. Rispetto ad ottobre 2012, l’indice grezzo del totale delle vendite segna una diminuzione dell’1,6%, sintesi di una flessione dello 0,6% per le vendite di prodotti alimentari e del 2,3% per quelle di prodotti non alimentari.

”Questo ulteriore calo delle vendite al dettaglio testimonia come l’auspicata ripresa dei consumi sia purtroppo ancora lontana”, commenta Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione i dati di ottobre dell’Istat, precisando che ”se non si interviene in modo deciso e con provvedimenti incisivi questa situazione e’ destinata a prolungarsi nel tempo, allontanando il Paese dall’uscita dalla crisi”.
Secondo il presidente ”la Legge di Stabilita’ poteva rappresentare l’occasione per impostare un coraggioso indirizzo di politica economica volto allo sviluppo del Paese, ma l’attuale testo in approvazione in Parlamento, lasciando ancora incertezza su alcuni temi fondamentali, non pare avere la forza per cambiare le cose e non riesce a ricostituire la fiducia nel futuro, altro fattore essenziale per tornare a crescere”. Le prospettive di famiglie e imprese per il 2014, conclude Cobolli, ”restano legate a un quadro di incerta dinamica economica e questo frena le intenzioni di consumo e investimenti, facendo prevedere ancora uno scenario difficile”.

La Coldiretti nota che ad aumentare sono solo le vendite di cibo low cost nei discount alimentari con un incremento del 2,4 per cento ad ottobre e dell’1,5 per cento nei primi nove mesi dell’anno. Siamo di fronte agli effetti della crisi che porta a dire addio al negozio di fiducia quasi la meta’ degli italiani (47%) si reca in diversi esercizi commerciali per acquistare il prodotto che cerca dove costa meno, magari aiutati da internet e volantini sui quali e’ guerra nel pubblicizzare offerte speciali e sconti, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’.
Con il 71 per cento dei consumatori che dichiara di confrontare con piu’ attenzione rispetto al passato i prezzi, gli italiani- sottolinea la Coldiretti- sono costretti a trasformarsi in veri detective della spesa: il 62 per cento va a caccia delle offerte speciali 3 per 2 e degli sconti e il 42 per cento cerca sempre e comunque i prodotti che costano meno.

letta-m

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