Alexis Tsipras contro gli zeloti del neoliberismo

L’austerità sta scatenando il caos, ma la sinistra può unirsi per costruire un’Europa migliore

Zeloti del neoliberismo hanno creato una tragedia umanitaria in tutto il continente.

Più di 1.000 giovani al giorno si stanno aggiungendo alle fila dei disoccupati in Europa. Negli ultimi quattro anni l’esercito di disoccupati in tutto il continente è cresciuto di oltre 10 milioni.

In Grecia, nonostante l’affermazione del governo che l’austerità è stata un successo, il bilancio 2014 impone nuovi tagli alla spesa pubblica e maggiori perdite occupazionali. La catastrofe economica e umanitaria è senza precedenti in tempo di pace: il 27% di disoccupazione, disoccupazione giovanile al 60%, una contrazione del 25% del PIL, riduzione del 40% del reddito familiare. E, anche dopo dolore implacabile, il rapporto debito-PIL è quasi il 180%. Era solo del 120% nel 2010, quando sono state istituite le prime misure di austerità.

Ma la tragedia umana non è limitata alla Grecia. I salari di tutta Europa sono stati ridotti e il welfare state ridimensionato a una velocità senza precedenti nel dopoguerra. Milioni di persone stanno lottando per pagare i loro mutui, bollette di energia elettrica o debiti medici e studenteschi. La crisi umanitaria dell’Europa è diversa da qualsiasi cosa sperimentata in 60 anni, con 120 milioni di persone che sopportano condizioni di estrema difficoltà, secondo la Croce Rossa. Questo non è un fenomeno naturale, ma è, per usare le parole di Nelson Mandela, povertà “artificiale” (manmade nel testo originale ndt).

Gli Zeloti del neoliberismo hanno rovesciato la vita della gente comune a testa in giù. Le loro politiche di aggiustamento strutturale servono un modello di governance economica che trasferisce il rischio sulle spalle di lavoratori comuni e giovani. Ma la risposta della UE e dei leader nazionali è senza speranza. La principale iniziativa politica dell’UE sulla disoccupazione giovanile (”garanzia per i giovani”) ammonta, ad esempio, a soli € 6 miliardi o 0,6% del bilancio UE per il periodo 2014-2020.

Austerità, precarietà del lavoro e le dinamiche dei mercati minano la capacità dei lavoratori a basso e medio reddito di vivere decentemente. L’indebitamento delle famiglie è estremamente elevato nei Paesi Bassi e Malta (quasi il 220% del PIL), mentre in Portogallo, Spagna e Italia molte aziende sono intrappolate in una spirale di debito.

Quei leader europei che sostengono che la medicina attuale è un “successo” sono ipocriti. Per milioni di persone, il sogno europeo si è trasformato in un incubo. I sondaggi di Eurobarometro indicano la crescente crisi di fiducia nell’Unione europea e l’aumento catastrofico della popolarità dei partiti di estrema destra. Quello che dovrebbe darci la speranza è l’emergere di nuovi gruppi di solidarietà e movimenti basati sulla comunità. Essi possono e potranno portare ad una maggiore partecipazione e controllo democratico.

Le elezioni europee del prossimo maggio ci forniscono anche un’opportunità per avviare un vero dialogo con i cittadini – specialmente quelli che ritengono che nessuno si prende cura di loro – su una nuova base per una democrazia significativa e la dignità umana. È tempo per l’Europa di fermare la violazione scioccante dei diritti umani col rimodellare lo Stato, ripristinare la crescita e creare posti di lavoro di alta qualità, stabili con le protezioni che hanno storicamente contribuito al modello sociale europeo.

L’Europa ha bisogno di un fronte anti-austerità e anti-recessione , un movimento di solidarietà per i suoi lavoratori, del nord e del sud. Questo potrebbe lanciare un patto per la democrazia, lo sviluppo e la giustizia sociale. Dobbiamo ricostruire la solidarietà tra i giovani, i lavoratori, i pensionati ed i disoccupati per abbattere la nuova linea di divisione tra ricchi e poveri dell’Europa, il “mur d’argent”, per usare una frase storica che è diventata di attualità.

Mi presenterò per la presidenza della Commissione europea, a nome del Partito della Sinistra Europea, e tale decisione è motivata dal nostro desiderio di riunificare l’Europa e ricostruirla su una base democratica e progressista. C’è un’alternativa alla crisi attuale, ed è nostro dovere e destino di combattere.

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