#Biocidio, un #fiumeinpiena vero e proprio travolge Napoli. Grande successo del corteo

Vento e pioggia non hanno fermato il vero e proprio “Fiume in piena” dei cittadini campani che sono scesi in piazza a Napoli contro l’avvelenamento del territorio e per gridare “stop biocidio” principalmente in quella lingua di terra compresa fra le province di Napoli e Caserta divenuta tristemente nota come la Terra dei fuochi. Sono in tantissimi quelli che hanno voluto essere presenti ad una iniziativa che è partita dal web e che dice no ai colori politici e alle casacche di partito. Se ne aspettavano cinquantamila ma sono tanti, tanti di più.
Il corteo è partito poco prima delle 15 da piazza Mancini, nei pressi della Stazione centrale, per poi snodarsi, lentamente, per le strade principali del centro del capoluogo partenopeo. La manifestazione si concluderà in piazza del Plebiscito dove è previsto anche uno spettacolo musicale. A sfilare cittadini provenienti da ogni parte della Campania, ma anche sindaci, esponenti del mondo delle associazioni, da Legambiente al Wwf. Sostegno anche da parte della Curia di Napoli. Il cardinale Crescenzio Sepe non è presente all’iniziativa, ma ha appoggiato in pieno la causa che ha spinto tanti campani a far sentire la propria voce.

Partecipano come cittadini anche alcuni assessori comunali, tra cui il vicesindaco Tommaso Sodano, il leader della Fiom, Maurizio Landini, e il cantante Nino D’Angelo. Alcuni studenti dell’area della cosiddetta Terra dei fuochi sfilano con i prodotti tipici dell’agro casertano.

“Non vogliamo morire soffocati dalla spazzatura e dai rifiuti tossici del nord”, grida una signora che arriva da Giugliano insieme con altri rappresentanti del comitato ‘No inceneritore’. I cittadini chiedono principalmente le bonifiche dei territori in cui si è accertato che, da decenni, si sono seppellite tonnellate di rifiuti soprattutto tossici e pericolosi per la salute. Scarti anche industriali e veleni provenienti anche da aziende. Rifiuti nocivi per la salute che, secondo alcuni, sarebbero anche alla base di numerose patologie oncologiche che negli ultimi decenni hanno fatto registrare una vera e propria impennata proprio nella cosiddetta Terra dei fuochi. E proprio le foto di alcune delle vittime delle malattie tumorali sono state issate a mo di vessillo da chi sta sfilando nelle strade di Napoli. Un monito per non dimenticare chi è morto avvelenato. In testa al corteo c’è don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano che da anni si batte per chiedere le bonifiche del territorio. “Ora sappiamo quello che, per tanto tempo, è stato taciuto. Ora – ha detto – serve una pagina nuova. In piazza c’è un fiume in piena, colmo di speranza, ma anche di disperazione. Il popolo campano vuole un mondo migliore per i propri figli”.

di Fabio Sebastiani

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