Operazione Jordanus: ecco i nomi dei presunti responsabili della maxi truffa alle assicurazioni

La Procura di Nola (Napoli) ha smantellato con una maxi-inchiesta che conta oltre 400 indagati specializzati nelle truffe alle assicurazioni automobilistiche. I Carabinieri e Guardia di Finanza di Nola hanno esegueito diverse misure cautelari personali nei confronti dei principali indagati di un’organizzazione criminale dedita alla commissione di truffe. Centinaia i falsi sinistri stradali accertati e oltre un milione e mezzo di euro l’ammontare degli illeciti rimborsi.

Sono finiti nei guai 62 medici (noti professionisti operanti presso strutture pubbliche e private), 12 avvocati e oltre 390 soggetti che a vario titolo si sono prestati alla realizzazione dei falsi sinistri. Impressionante la sfilza di reati: plurime associazioni per delinquere, falso, truffa aggravata, frode assicurativa, corruzione, falso in valori da bollo, abusivo esercizio attività finanziaria, usura e riciclaggio, falsa testimonianza e falsa perizia. Nei confronti dei medici e degli avvocati coinvolti nell’inchiesta è stata disposta l’interdizione dall’esercizio della professione oltre al sequestro dei beni, tra cui ville, studi medici, auto di lusso e conti correnti utilizzati per gestire le attività illecite, per un valore di oltre quattro milioni di euro.

La procura ha individuato con diverse ramificazioni una organizzazione criminale dedita alle truffe a compagnie assicurative e anche allo stato con l’accesso illegittimo al fondo di garanzia per le vittime della strada. A coordinare questa gigantesca macchina truffaldina, secondo le risultanze investigative, erano quattro gruppi di avvocati: Antonio e Massimo Muto (con studio a Marzano di Nola); Pierluigi Severino e Luigi Esposito (residenti Lauro, nell’Avellinese, e a Marigliano); Nunzio Cerciello, Marco Coppola e Maria Cristina De Vivo (Somma Vesuviana); e Rossella Ranieri (San Giuseppe Vesuviano). Gli investigatori escludono interessi o coperture della camorra locale nell’affaire. Tranne che per i precedenti di un soggetto indagato, che risulta collegato alle cosche nolane, non ci sono piste o indizi che possano portare a investigare in questa direzione. Piuttosto, è probabile che un nuovo filone giudiziario possa innescarsi, a latere di quest’inchiesta, sul ruolo dei giudici di pace nella liquidazione dei falsi sinistri.

I pm hanno ricostruito funzioni e ruoli dei vari partecipanti alla banda. A seconda del tipo di impegno (e di rischio) connesso, gli attori ottenevano una retribuzione: il compenso assicurato varia, per i presunti danneggiati, dai 500 ai 1000 euro. Per i falsi testimoni, invece, la paghetta era più modesta e variava dai “50 ai 100 euro. Insomma, un’agenzia interinale di truffatori. In cui trovano spazio non solo faccendieri, ma anche personale medico e paramedico “dedito in modo ‘professionale’ alla compilazione di falsi certificati e /o referti o esami strumentali”. Anche in questo caso era stata predisposta un’apposita tabella: I compensi variavano dai 5-10 euro (per una relazione medica), a 30-100 euro (per gli esami strumentali o esami strumentali + relazione) a 100-150 euro (per i referti ospedalieri).

Di seguito le misure cautelari eseguite da Carabinieri e Guardia di Finanza per gli esponenti apicali dell’organizzazione.

Duraccio Salvatore nato a San Giuseppe Vesuviano (1955)– medico del Pronto soccorso del Loreto Mare – interdizione dall’ esercizio dell’attività medica

Peluso Felice nato a Palma Campania (1957)- medico in servizio presso il Pronto soccorso dell’ospedale di Nola – interdizione dall’attività medica

Silenti Alberto nato a Napoli (1974) – medico radiologo; effettuava consulenze e relazioni mediche con studio polispecialistico – interdizione dall’esercizio dell’attività medica

Cepparulo Emilio nato a Ottaviano (1953)- medico, effettuava consulenze e relazione – interdizione dall’esercizio dell’attività medica

Ranieri Graziella nata a San Giuseppe Vesuviano (1973) –medico che effettuava consulenze e relazioni – obbligo di presentazione quotidiana alla P.G.

Coppola Francesco (1964) medico in servizio al pronto soccorso dell’ospedale di Nola – obbligo di presentazione quotidiana alla P.G.

Capasso Maria (1959) medico – obbligo di presentazione alla P.G.

Muto Antonio avvocato nato a Marzano di Nola nel 1967 (ordine di Avellino) interdizione dell’esercizio dell’attività forense

Muto Massimo nato a Nola nel 1981 (ordine di Avellino) – interdizione dell’esercizio dell’attività forense e sequestro preventivo fino alla concorrenza della somma di 30.268 euro

Cerciello Nunzio nato a Napoli nel 1977 (ordine Nola) interdizione dell’esercizio dell’attività forense

De Vivo Cristina Maria – avvocato – moglie del Cerciello Nunzio – interdizione dell’esercizio dell’attività forense – sequestro preventivo fino alla concorrenza della somma di 36.127 euro

Coppola Marco nato a San Giuseppe Vesuviano nel 1976 – avvocato – interdizione dell’esercizio dell’attività forense

Ranieri Rossella nata a Napoli nel 1972 – avvocato – interdizione dell’esercizio dell’attività forense

Iervolino Giuseppe nato a San Gennaro Vesuviano nel 1968 – avvocato – interdizione dell’esercizio dell’attività forense

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