LE VIOLAZIONI DI ISRAELE NEI CONFRONTI DEI PALESTINESI

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In un rapporto pubblicato recentemente, il Centro informazioni di Wadi Hilweh e Silwan ha reso noto che “negli ultimi mesi, la città di Gerusalemme e i suoi dintorni hanno testimoniato una guerra non dichiarata -il cui obiettivo è la terra- che mira a sradicare i palestinesi dalla città Santa”.
Ha quindi spiegato che Israele sta combattendo la guerra in questione imponendo i fatti sul terreno, con l’approvazione della costruzione di 1.558 nuove unità abitative negli insediamenti di Ramat Shalom e Pisgat Ze’ev. Inoltre, ha aggiunto che l’occupazione sta attuando cinque piani coloniali, il primo prevede la costruzione di quattro condomini composti da 32 unità abitative nel quartiere di at-Tur. Un secondo piano, invece, riguarda la realizzazione di due nuovi progetti turistici, uno nell’area delle mura della città vecchia e l’altro nel quartiere di Sheikh Jarrah, mentre, il terzo prevede la costruzione di una sinagoga sul lato orientale della moschea di al-Aqsa e, il quarto, mira a sequestrare alcune superfici di proprietà dei palestinesi, situate nel mercato cittadino. Infine, il quinto progetto ha come obiettivo l’accelerazione della costruzione di 2000 unità coloniali in Cisgiordania.

Demolizioni. Nel suo rapporto, il centro gerosolimitano ha rivelato che nello scorso mese, le forze di occupazione israeliane hanno demolito due palazzi di sette piani, di proprietà di cittadini palestinesi, situati nel villaggio di Beit Hanina, oltre a due abitazioni e una baracca nel quartiere di Jabal al-Mukabber (Monte Scopus) a Gerusalemme. Il centro ha aggiunto che le forze israeliane hanno demolito, per la quarta volta consecutiva, Khirbat Makhul, nella Valle del Giordano settentrionale. Oltre a due edifici residenziali e una struttura agricola nel villaggio di Khirbat at-Tauil, nei pressi di Aqraba, a Nablus.

Per quanto riguarda le notifiche di demolizione, il centro ha reso che nello stesso periodo, le forze israeliane hanno emesso 102 ordini di demolizione: 38 a Tubas, 33 a Hebron, 15 a Gerusalemme, 13 nella città di Gerico (Ariha) e tre a Betlemme.

Attacchi dei coloni. Il rapporto ha registrato un aumento significativo delle aggressioni messe a segno dai coloni contro i palestinesi, e le loro proprietà, durante il periodo di riferimento. Un cittadino palestinese, Abdul Hafeez Taim, dal villaggio di al-Funduq, est di Qalqilia (nord della Cisgiordania) è morto dopo essere stato investito da un colono a bordo di un’auto. Altri 16 palestinesi, tra cui un anziano e due bambine, sono rimasti feriti negli scontri con i coloni, scoppiati quando questi ultimi hanno tentato di impossessarsi di 124 dunum di terra (1 dunum=1000mq) situati nei villaggi di Artas e Asira al-Qibalia, a Betlemme e Nablus (sud e nord della Cisgiordania). Inoltre, il rapporto ha rivelato che nello stesso periodo, più di 1053 alberi di ulivo piantati nei diversi villaggi di Nablus, Hebron e Ramallah, sono stati bruciati o sradicati. Inoltre, nel mese scorso, 20 veicoli palestinesi sono stati danneggiati e le strade che collegano le città palestinesi sono state bloccate per diverse volte. Il centro ha riferito di diverse irruzioni nei villaggi palestinesi, con i coloni che hanno imbrattato i muri delle case e delle moschee palestinesi di slogan razzisti. A tutto ciò, si aggiungono gli assalti, quasi quotidiani, condotti nella moschea di al-Aqsa.

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