NOTIZIE DALL’OLTRETOMBA LETTIANO

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1. UNA SLOT MACHINE CHIAMATA STABILITA’
Un gigantesco sughero con gli occhiali si aggira per l’Europa. Aspenio Letta ha fatto il suo bravo compitino insieme al fido Saccomanno Saccomanni, banchiere centrale prestato forzosamente alla nazione, e adesso spera di galleggiare fino al 2015. La Legge di stabilità imposta dall’Europa promette (tenetevi forte) un calo della pressione fiscale di un punto percentuale nell’arco del triennio, per attestarsi al 43,3% in rapporto al Pil. Ma se ne siete capaci, trovate sui giornaloni quali sono le previsioni di crescita del Pil formulate dal governino di Larghe Attese. Così, tanto per capire quanto vanno a tentoni e se ci stanno prendendo per il sedere.

Per il resto, mance di facciata a imprese e lavoratori dipendenti e solite marchette a banche e assicurazioni. In attesa dell’ulteriore scempio alle Camere, la manovra triennale di Lettanipote è la perfetta rappresentazione di uno Stato privo di coraggio e che passa il tempo alle slot machine pigiando tasti e numeri a casaccio. Slot machine con le quali, per altro, crede pure di mantenersi a spese dei suoi cittadini.

2. NON FA SOSTA LA SUPPOSTA
La grande paraculata democristiana del governino è stata la “fuga di notizie” della vigilia su presunti tagli alla Sanità, che poi invece sono eroicamente rientrati. Ci casca in pieno la Repubblica degli Illuminati, che titola a tutta prima “Letta: meno tasse, salva la sanità. Manovra da 11,6 miliardi, critiche da Confindustria e Cgil”. Dentro, si passa a casa e lavoro: “Prime abitazioni, addio Imu, la Trise sarà meno pesante ma le detrazioni sono sparite. Stangata sulle seconde case. Prorogati i bonus edilizi” (p. 4) e “Dipendenti, 100 euro a testa. Ecco l’aumento delle detrazioni. Sgravi fiscali a chi assume. Nel 2014 il cuneo fiscale si ridurrà di 2,5 miliardi” (p. 6).

Il Corriere delle banche si permette qualche critica: “Pochi tagli e mini aumenti in busta paga”, è il titolo in prima pagina. Accompagnato da un editoriale di Enrico Marro che parla impietosamente di “cifre sull’acqua”. Da incorniciare il punto 10 del riepilogo della manovra (p. 3) in cui la marchetta di Aspenio Letta alle banche sulle “sofferenze” viene presentata come un favore alle imprese, che così potranno avere più credito. Ci resta male anche la Stampa del Lingotto in fuga: “Il mini-sconto delude le imprese. Confindustria e sindacati chiedevano 10 miliardi sul cuneo fiscale, la legge si ferma a due e mezzo” (p. 3).

Preoccupato il Menzognero de Roma: “Tagli agli statali, mini-sgravi sul lavoro” (p. 1). Che però spiega in un retroscena la tattica di Aspenio: “Manovra in due tempi per blindare il governo. Il premier tra decadenza di Berlusconi e congresso Pd sceglie di evitare altre tensioni. Le misure in dettaglio rinviate alle Camere. ‘Ma i saldi finali dovranno restare invariati” (p. 5).

3. NON AVRAI ALTRA LEGGE CHE IL CODICE IBAN
Europa banco-centrica. Governo anche. Ecco l’ultima: “Estratti conto, il bollo sale al 2 per mille. Per banche e assicurazioni agevolazioni per le perdite sui crediti: diventano deducibili in cinque anni. L’aumento doveva fermarsi all’1,65% per mille ma ora deve coprire anche il mancato inasprimento sulle rendite” (Sole, p. 14).

Intanto, a proposito di crediti “deteriorati”, non a caso si muove perfino Bankitalia: “Nuove ispezioni di Visco. I crediti di Intesa Sanpaolo e Unicredit sotto la lente della vigilanza” (p. 35). Che prestare tutti quei denari a Ligresti, Rcs, Alitalia, Zaleski, Telecom e compagnia traballante non sia stato un buon affare?

4. LA FARSA ALITALIA E LO STRANO BOND DELLE POSTE
Dalla Magliana il bollettino di giornata è questo: “Alitalia, per i soci vale 50 milioni. Sì all’aumento di capitale da 300 milioni. Il consiglio si dimetterà. Intesa: impegno fino a 76 milioni. Almunia: l’intervento di Poste? Non è escluso che sia aiuto di Stato. Sarmi a Parigi. Air France vuole definire il piano” (Corriere, p. 33). Da ritagliare e incorniciare il titolo della Stampa: “Alitalia, l’aumento c’è, i soldi non ancora” (p. 21). Vale per la manovra Letta e per l’intero Paese.

Poi ci vogliono la lente d’ingrandimento e un occhio allenato, ma alla fine sul Sole si trova una vera notizia sul salvataggio Ali-taglia. Questa: “Poste, bond da 50 milioni prima di scendere in campo. L’accordo con Allianz chiuso il 9 ottobre, ma il lancio sarà il 25. L’azienda nega un nesso con l’aumento da 75 milioni: ‘Solo una coincidenza’.

Scrive Laura Serafini: “L’operazione, per come è strutturata, è piuttosto anomala: lo scorso 9 ottobre, lo stesso giorno in cui dagli incontri di Palazzo Chigi emergevano le indiscrezioni sul coinvolgimento della società dei recapiti nel salvataggio di Alitalia, le Poste definivano le condizioni di un collocamento obbligazionario a un investitore privato per 50 milioni (…) La chiusura dell’operazione con l’erogazione del finanziamento è prevista per il 25 ottobre. Un lasso temporale che, in teoria, consente di scavallare gli step decisionali degli ultimi giorni del cda e dell’assemblea di Alitalia” (p. 19).

Intanto sul Cetriolo Quotidiano ritratto al vetriolo per il nostro caro boiardone dalle orecchie generose: “Sarmi, il postino che non ama consegnare le lettere. Dall’ufficio acquisti della Sip al sostegno al governo Letta nel salvataggio Alitalia, grazie a Fini, Berlusconi e Marini. Sotto la sua gestione il colosso postale ha tagliato i servizi tradizionali puntando tutto sulla finanza, con risultati discutibili” (p. 11).

5. NANO DECADENCE
Intanto, nel fondamentale disinteresse della nazione, va avanti lo psicodramma del condannato Berlusconi Silvio. “Decadenza, voto rinviato al Senato, scontro Pdl-Pd sul voto segreto. Si rischia lo slittamento a dicembre. Riunione della Giunta il 29. Il centrodestra: così Letta rischia. Se l’aula non vota all’inizio di novembre, poi sarà occupata con la legge di stabilità” (Repubblica, p. 12).

La legge dice che il condannato in via definitiva decade “immediatamente” da parlamentare: sono passati due mesi e mezzo e questo non è “immediatamente”. Se non rispettano le leggi i signori deputati perché devono rispettarle i cittadini? E invece si tentano sempre nuovi magheggi: “L’ultima via di scampo del Cavaliere. ‘Il governo dichiari non retroattiva la Severino. L’ex premier spinge per i tempi lunghi sulla decadenza e sull’interdizione. Il suo obiettivo è ricandidarsi. Nell’ultimo sondaggio il leader all’80 di fiducia tra gli elettori Pdl. Molto dietro Alfano” (Repubblica, p. 13).
bersani renzi

6. SPOSTANDO RENZIE SEMPRE PIU’ IN LA’
Come anticipato ieri dal Corriere, “Nel partito esplode la guerra dei dossier. Scambi di accuse tra renziani e bersaniani su sprechi e inchieste. I fedelissimi dell’ex segretario ricordano il caso Lusi. E la Moretti attacca Pierluigi” (Repubblica, p. 16). Ma che bella gente, in questo partito che ogni giorno che passa ti fa rimpiangere persino Natta e Rumor.

7. LINGOTTI IN FUGA
Mentre Kaki Elkann “riunisce I big dei media in Rcs” (Stampa, p. 23), là fuori il mondo corre. Radiocor fresca fresca: “Auto Europa: Acea, +5,4% immatricolazioni settembre, -3,4% gruppo Fiat”. La quota di mercato di Torino cala al 5,5% rispetto al 6,0% dello stesso mese del 2012″. A fare le auto non sembra essere troppo capace, ma sui giornali magari ci stupirà con gli effetti speciali.
RAHM EMANUEL E RUPERT MURDOCH FANNO DOMANDE A JOHN ELKANN SULLA SORTE DELLEURO E LE PROSPETTIVE DI CHRYSLER

Intanto a Berlino esplode questo scandalo: “Soldi dalla Bmw, la Merkel nella bufera. ‘Alla Cdu 690mila euro subito dopo il no all’accordo sui gas di scarico” (Repubblica, p. 18). L’uomo della C.I. a Bruxelles, caso strano, sta bloccando un nuovo regolamento sgradito a chi produce macchinoni. Certo che la Germania è proprio un posto strano: in Italia è il governo che da anni regala soldi alla Fiat. E nessuno si offende.

8. FREE MARCHETT
Imperdibile articolessa del Corriere delle Sciure dedicata all’inaugurazione di un negozio a Milano: “La famiglia Hermès, in cinquanta a inaugurare la boutique. Una dinastia arrivata alla sesta generazione senza intrighi né veleni, una volta all’anno si ritrovano insieme per unire affari e affetti. Weekend a Milano: visita al Cenacolo e mostra di Albers, poi la festa con il parente dj” (p. 31). Capito quanto sono fichi? Ci hanno pure il nipotazzo dj!

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