ESISTE ANCORA LA COSTITUZIONE NONOSTANTE MARCHIONNE LA CISL IL PDL E IL PDMENO ELLE

La Fiom prepara il rientro nelle fabbriche Fiat. E il percorso sui diritti si intreccia inevitabilmente con quello sul piano industriale. All’inizio della prossima settimana ci saranno le riunioni con i legali e l’incontro con tutti i segretari regionali e provinciali dei territori dove sono presenti stabilimenti del Lingotto. Poi, a fine settimana, l’assemblea dei delegati Fiom di tutte le fabbriche Fiat. Intanto, il Governo continua ad essere latitante, mentre all’orizzonte si profilo uno scontro piuttosto duro sulla legge sulla rappresentanza. Da una parte Cisl e Cgil che rivendicano l’accordo del 31 maggio, dall’altra la Fiom e la Fiat che per opposte ragioni sostengono la necessità della legge. Il percorso del

A consulto con i legali
”Non si puo’ indicare il numero dei nostri delegati, dovremo definirlo”, spiega Michele De Palma, coordinatore nazionale Fiat della Fiom. ”Nomineremo i rappresentanti, ma subito dopo proporremo all’azienda e agli altri sindacati di dare ai lavoratori la possibilita’ di tornare al voto. Noi siamo disponibili ad aprire un percorso che porti a nuove elezioni. Dire di no sarebbe antistorico”.Sono poco meno di un centinaio le Rsa Fiom che si apprestano ad essere riconosciute nei 21 stabilimenti torinesi di Fiat spa e Fiat Industrial a Torino, dopo che l’azienda ha dichiarato di voler applicare quanto stabilito nel luglio scorso dalla sentenza della Corte Costituzionale. In queste ore il sindacato guidato a Torino da Federico Bellono, sta affrontando la questione con i legali per vedere come procedere dal punto di vista tecnico. ”Dobbiamo ricostruire lo schema- dice Bellono – perche’ la geografia degli stabilimenti non e’ rimasta la stessa”. Infatti, malgrado la Fiom abbia gia’ nominato da oltre un anno i suoi delegati ai sensi dello Statuto dei lavoratori, che non sono stati riconosciuti dall’azienda, e da cui e’ nato il filone preponderante del contenzioso legale, da allora il quadro e’ mutato. Sia perche’ alcuni dei nominati sono in pensione o hanno cambiato azienda, sia perche’ e’ cambiato il riferimento aziendale, innanzitutto con la costituzione di Fiat Industrial (destinata a diventare Cnh Industrial), e poi con l’assorbimento di alcune aziende come l’ex Itca nelle carrozzerie di Miafiori.

Prospettiva nuove elezioni
Entro la fine della prossima settimana è previsto un coordinamento Fiat dei delegati Fiom proprio su questi aspetti. ”La decisione della Fiat, non tanto di fare un favore alla Fiom, ma di rispettare la sentenza della Consulta, e’ positiva- commenta Bellono – questo non significa che i punti di contrasto siano superati, ma che il confronto si sposta dalle aule di tribunale a quello proprio degli stabilimenti. In questo momento – prosegue Bellono – Parlare di disgelo e’ avventato, ma spero che questa nuova situazione ci consenta di affrontare meglio le priorita’ che sono le prospettive industriali e occupazionali. A questo proposito e’ urgente che il governo convochi tutte le parti per fare il punto sull’auto e sulle prospettive industriali a partire da Mirafiori che come si comprende anche dall’annuncio di ieri dell’azienda e’ il punto piu’ critico”.

Scontro Fiom-Cisl sulla legge
Sul futuro di Mirafiori tutto tace e la minaccia della Fiat di non investire piu’ in Italia se non ci sara’ una legge sulla rappresentanza sindacale appare una spada di Damocle sul destino della fabbrica torinese, dove a fine mese scade la cassa integrazione straordinaria. ”Non e’ piu’ tollerabile trovare scuse a cui attaccarsi per non investire in Italia e nel frattempo investire all’estero”, afferma il leader Maurizio Landini che ribadisce la necessita’ di una convocazione da parte del governo. ”Che serve una legge sulla rappresentanza – aggiunge il numero uno della Fiom – noi lo diciamo da tre anni, ma non si puo’ fare solo per fare un favore alla Fiat. Il fatto che questo accordo funzioni e’ tutto da dimostrare: proprio nella nostra categoria Fim e Uilm stanno facendo di tutto per non farlo applicare sulle elezioni delle Rsu ma anche sugli accordi”. Contrario alla legge, invece, il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, per il quale sono sufficienti le norme esistenti. Bonanni si augura comunque che ”Marchionne ci ripensi” perche’ quella di chiedere una legge e’ solo ”una scorciatoia” mentre facendo saltare gli investimenti la Fiat si ”taglia le gambe da sola”. Il segretario della Cisl, che non dimentica di attaccare il presunto “isolazionismo” della Fiom, per non sbagliare apparecchia il rientro della Fiat in Confindustria ricordando all’Ad di Fiat che c’è un accordo tra sindacati e Confindustria, quello del 31 maggio scorso. Proprio all’indomani di quell’accordo il segretario generale della Fiom Landini sottolineò che c’è bisogno della legge. “La Fiat può fare due scelte – sottolinea Bonanni – o aderire all’accordo di Confindustria o fare un accordo con noi per recepire quanto fatto con Confindustria. E’ sbagliato chiedere una legge o dire che non si fanno investimenti”.

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