Solo lavori sociali agli otto violentatori della 14enne.

 

montalto di castro

Ragazzina stuprata dal branco a Montalto di Castro:dopo sei anni nessuna condanna„
Nella notte tra il 31 marzo e l’1 aprile del 2007 otto ragazzi violentarono una loro coetanea 14enne a Montalto di Castro, nel viterbese. Il tribunale minorile per la seconda volta li ha affidati ai servizi sociali

Ragazzina stuprata dal branco a Montalto di Castro: dopo sei anni nessuna condanna
VITERBO – “Sono più delusa che mai, non credo più nella giustizia italiana”. Tra rabbia e sconforto, la mamma di una ragazzina 14enne stuprata da otto suoi coetanei nel 2007 nella pineta di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, si dice amareggiata dopo che il tribunale minorile (i ragazzi ora sono tutti maggiorenni) non ha emesso alcuna condanna, ma per la seconda volta li ha affidati ai servizi sociali.

La Cassazione aveva sospeso – perché proprio durante quel periodo uno dei ragazzi era stato denunciato dalla fidanzata per stalking – la prima “messa in prova” che i giudici di Roma avevano concesso al “branco”, subito dopo lo stupro.

Di nuovo in prova, dunque, anche se ora i ragazzi sono diventati adulti. La donna, parlando a la Repubblica, racconta: “Ogni giorno vengono violentate ragazzine e donne. Tutti gridano ‘denunciate’, ma poi per le vittime inizia il calvario mentre gli stupratori rimangono liberi. Dicono: allora erano ragazzi bisogna dargli un’opportunità. E mia figlia allora? Non era quasi una bambina anche lei?”.

Gli otto ragazzi dovranno ora svolgere servizi utili in case di riposo e per anziani e all’interno dei centri per le donne maltrattate.

Montalto di Castro. La ragazza stuprata accusa: “Per avere giustizia avrei dovuto essere violentata da dei romeni” di Sergio Bagnoli 29 ottobre 2009

Il Sindaco della cittadina viterbese, il Democratico Salvatore Carai, già nel passato era stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire le casse comunali.

Incredibile ed ignobile la posizione che quasi tutto il paese di Montalto di Castro, cittadina di diecimila abitanti in provincia di Viterbo al confine con la Maremma toscana, ha assunto, seguendo l’esempio dato dal suo Sindaco Salvatore Carai del Partito Democratico, in ordine al destino giudiziario di otto suoi giovani concittadini, tutti minorenni, accusati di aver stuprato una loro conterranea quindicenne nella pineta della marina del paese.

“Quella ragazza era una poco di buono, è stata lei ad attirare nella pineta i ragazzi che poi ha accusato dello stupro, il Tribunale dei minorenni di Roma ha capito quella che è la verità ed ha liberato i giovani minorenni nostri concittadini” dicono quasi tutti i montaldesi senza distinzione d’età e di ceto. Tra gli implacabili accusatori della ragazzina, un ottimo curriculum scolastico alle spalle, ci sono giovani ed anziani, professionisti, commercianti ed artigiani, persino un carabiniere. La giovane vittima dello stupro, disperata, ha dovuto abbandonare la cittadina laziale ed andare a vivere a Roma dove ha cercato di ricostruirsi una vita ma a tutt’oggi non è ancora riuscita a metabolizzare l’accaduto ed a reintraprendere il suo più che egregio percorso scolastico.

La decisione del Tribunale per i minorenni romano di sospendere sino al 2012 il procedimento a carico dei presunti violentatori e di affidarli in prova ai servizi sociali, procedimento peraltro più che legittimo, su di lei non causa altro effetto che quello di rigirare il coltello nella piaga. “ Io non ho ottenuto giustizia solamente perché i miei violentatori non erano romeni ma italiani” si è sfogata la ragazza ai microfoni di una televisione d’importanza nazionale. A rincarare la dose Salvatore Carai, sardo barbaricino di Orune, Sindaco di Montalto di Castro in forza al Partito Democratico, ala bersaniana, zio di uno dei violentatori che ha dichiarato: “Quei ragazzi ingiustamente accusati sono dei bravi ragazzi. Dalle nostre parti le uniche bestie sono gli immigrati romeni. Loro si che lo stupro l’hanno nel sangue”.

Coerentemente al suo pensiero ha fatto impegnare dalla giunta municipale la ragguardevole somma di 40.000 Euro, 5.000 Euro per ognuno degli otto stupratori, a favore del loro reinserimento in società e per consentire alle loro famiglie di arruolare fior di avvocati che tirassero fuori i loro pargoli da questa triste vicenda. Non un euro venne stanziato a favore della vittima. Ieri addirittura una troupe di Canale cinque che conduceva nel paese della Tuscia un reportage sulla vicenda è stata aggredita. La giunta Carai non è nuova a comportamenti poco ortodossi: qualche tempo fa fu condannata dalla Corte dei Conti a rimborsare all’erario comunale la bellezza di 60.000 Euro elargiti a Maurizio Costanzo cui era stato commissionato l’incarico di promuovere turisticamente la cittadina nota per ospitare un’inquinante centrale a carbone. Inutile sottolineare che la campagna di promozione turistica coordinata da Maurizio Costanzo, secondo la denuncia dei consiglieri di opposizione Marco Fedele e Sergio Caci appartenenti al Pdl, fece allontanare i turisti invece di avvicinarli a Montalto. A difendere l’adolescente stuprata ci hanno provato in molti a partire dal capogruppo Pd al Senato Anna Finochiaro, definita dal collega di partito Carai “ una talebana del c…”, ma tutti si sono scontrati contro il muro di ignoranza che sembra erigersi in una cittadina italiana che, pur trovandosi nel terzo millennio, pare ancora vivere in pieno medioevo.

Giustizia

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2 pensieri su “Solo lavori sociali agli otto violentatori della 14enne.

  1. reset-italia.net – (di Doriana Goracci) Già, la storia di Marinella, 15enne stuprata una notte nella Pineta di Montalto di Castro da otto ragazzi, ha fatto il suo tempo e apprendo che si chiama Angela. Era il 2007 e a turno hanno avuto rapporti con lei, perchè LEI C’ E’ STATA, PER 8 VOLTE. “Gli 8 stupratori (difesi dalla gente, dal paese, dal sindaco del Pd che anticipò 8mila euro per le loro spese legali, ma che è stato condannato poi dalla Corte dei conti a risarcirne 15mila!, gli 8 dicevo nel corso del processo, ammisero che la ragazza “non era consenziente, chiedendo scusa per le violenze”, in quanto minorenni vennero affidati ai servizi sociali (“messa in prova di 28 mesi, con sospensione del processo a carico”).

  2. Quei ragazzi, a causa del grave delitto commesso, avrebbero dovuto avere, e dovrebbero avere ancora oggi, a distanza di tempo, una vita difficile nella comunità del paese. Ed invece stranamente la gente si è schierata dalla parte dei delinquenti e la vita è stata resa impossibile alla vittima. Il fatto non ha una spiegazione. Ed è strano che neppure uno dei violentatori sia stato indotto dalle famiglie o da persone oneste del paese, a comprendere il male fatto, a chiedere perdono alla vittima, accettandone le conseguenze.

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