Lo sceriffo De Luca non ABBANDONA SALERNO

 

De Luca sceriffo«I salernitani dormissero sonni tranquilli». Erano passate poche ore dalla sua nomina a vice-ministro alle Infrastrutture e Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, dopo i ringraziamenti di rito si è subito rivolto ai suoi cittadini per rassicurarli. In molti erano preoccupati perché il sindaco “sceriffo”, sempre al vertice delle classifiche di gradimento, a breve sarebbe stato costretto a lasciare l’incarico di primo cittadino per una norma che prevede l’incompatibilità tra la poltrona di sindaco e gli incarichi di governo. Ma l’amore per la sua città, che alle comunali del 2011 lo ha riletto per la quarta volta (la prima nel 1993) e gli ha tributato il 74,4%dei consensi, rischia ora di diventare un problema perché a un mese dalla sua nomina, De Luca ancora non ha lasciato la carica di sindaco.

La cosa non è andata giù ad alcuni parlamentati campani del M5S che hanno chiesto un intervento diretto del premier Enrico Letta. «Mentre a Padova e Reggio Emilia i consigli comunali hanno votato già da tempo e favorevolmente alla decadenza da primo cittadino di Flavio Zanonato e Graziano Delrio, perché incompatibili con l’incarico di ministro – scrive il deputato salernitano Mimmo Pisano – a Salerno si continua a fare melina e perdere tempo». Il consiglio comunale di Salerno ha votato «il rinvio della decisione» con l’unico obiettivo di «prendere altro tempo per studiare e approfondire maggiormente la questione relativa all’incompatibilità». [ studiare cosa? se è così chiaro?]

Per i parlamentari Andrea Cioffi, Silvia Giordano e Angelo Tofalo, la decisione del consiglio comunale di Salerno è semplicemente «una furbata» perché in merito «la legge parla chiaro e non c’è nulla da approfondire». De Luca, così come hanno fatto i colleghi di Reggio Emilia, Delrio, e di Padova, Zanonato, aveva inviato una lettera ai consiglieri affinché affrontassero la questione. Alla fine hanno deciso di rinviare tutto di un mese per verificare se le norme che sanciscono l’incompatibilità fra la carica di sindaco e quella di viceministro si applicano agli amministratori, come De Luca, già in carica al momento dell’entrata in vigore della legge 148/2011 che prevede tale incompatibilità. Ecco come i consiglieri di maggioranza spiegano la propria decisione: «Sembra sostenibile la tesi che, non avendo rinnovato il Testo Unico degli Enti Locali, la norma introdotta dalla legge 148/2011 valga per il futuro, comprendendo esclusivamente le nomine intervenute successivamente alla sua entrata in vigore», e non quelle precedenti, come quella di De Luca che è stato eletto nel 2011. Ora sarà la commissione Statuto del Comune ad “approfondire” la norma col risultato che, almeno per un altro mese, l’esponente del Pd resterà viceministro e sindaco. [ Berlusconiani nel midollo]

Con una bella grana da affrontare, tra l’altro. La Corte dei Conti, infatti, ha chiesto al Comune guidato da De Luca di restituire 16 milioni di euro al ministero del Tesero per indennità illegittime versate ai dipendenti municipali negli ultimi 15 anni. Tra queste, una voce collegata alle «indennità di disagio» che garantiva, ogni mese, importanti somme in busta paga sulla base del contratto decentrato. Un esempio è l’indennità «di Gonfalone»:

86 mila euro all’anno distribuiti tra i dipendenti che portavano in giro lo stemma del Comune alle processioni.

Sull’argomento il sindaco non è intervenuto ma dal Comune assicurano massima trasparenza. In uno strano conflitto di ruoli, perché adesso si aprirà un contenzioso in cui De Luca potrebbe trovarsi a dover fornire chiarimenti al ministro dell’Economia e suo “collega” di governo Saccomanni.

De Luca pare che dalla sua città davvero non riesca proprio a staccarsi. Dopo un primo mandato da parlamentare iniziato nel 2001, l’attuale vice ministro si è ricandidato alle politiche del 9 e 10 aprile 2006 ed è stato nuovamente eletto alla Camera dei Deputati. Due mesi dopo, però, colto dalla nostalgia per Salerno, si è ripresentato per la terza volta alle amministrative con tre liste civiche e in aperto contrasto con il Pd, cioè il suo partito, che aveva già un candidato ufficiale. Difficile, però, essere un sindaco presente sul territorio e contemporaneamente lavorare bene a Roma. E infatti dai tabulati dell’Ulivo, nel 2006 De Luca risulta uno dei parlamentari meno presenti in Aula.

Lo scontro tra M5S e De Luca, però, è iniziato molto tempo fa, quando il sindaco non era ancora viceministro. Commentando il famoso streaming tra Pier Luigi Bersani e i 5 Stelle, De Luca non apprezzò affatto l’atteggiamento che Roberta Lombardi ebbe con l’allora segretario del Pd: «Dignità e rispetto sono valori non negoziabili». E poi rivolgendosi all’ex capogruppo disse: «Ma va a morì ammazzata!». Un astio che ha “ispirato” un nuovo capitolo della “delucheide”, ancora una volta contro i 5 Stelle. Il solito consiglio comunale, dopo le proteste anche di una parte della opposizione, ha bocciato una proposta del M5S e ha deciso di vietare la diretta streaming . In cambio, ha approvato un documento con il quale si consente l’utilizzo solo dei tre minuti di video per la cronaca dei lavori dell’assemblea. Il motivo? Anche in questo caso dall’amministrazione fanno sapere che si tratta di un provvedimento temporaneo, in attesa di capire se la diretta «possa violare o meno la privacy» dei consiglieri.

Carlo Gravina
Ilario Lombardo

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6 pensieri su “Lo sceriffo De Luca non ABBANDONA SALERNO

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  2. De Luca pare che dalla sua città davvero non riesca proprio a staccarsi. Dopo un primo mandato da parlamentare iniziato nel 2001, l’attuale vice ministro si è ricandidato alle politiche del 9 e 10 aprile 2006 ed è stato nuovamente eletto alla Camera dei Deputati. Due mesi dopo, però, colto dalla nostalgia per Salerno, si è ripresentato per la terza volta alle amministrative con tre liste civiche e in aperto contrasto con il Pd, cioè il suo partito, che aveva già un candidato ufficiale. Difficile, però, essere un sindaco presente sul territorio e contemporaneamente lavorare bene a Roma. E infatti dai tabulati dell’Ulivo, nel 2006 De Luca risulta uno dei parlamentari meno presenti in Aula.

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