C’è chi si dà fuoco e chi regala quadri con i soldi pubblici

Non era riuscito a restituire 10mila euro di mutuo, e la banca che glieli aveva prestati stava per mettere all’asta la sua casa a 26mila euro. L’angoscia di non avere più un’abitazione per sé e la sua famiglia ha spinto Giovanni Guarascio a un gesto estremo. L’uomo, 64 anni, muratore disoccupato di Vittoria, nel Ragusano, dapprima ha dato in escandescenze durante la trattativa tra i suoi avvocati e quelli del nuovo compratore, prima dello sfratto. Poi si è cosparso di benzina e si è dato fuoco. Le fiamme hanno raggiunto anche la moglie Giorgia Famà, una delle figlie e due poliziotti chiamati dai vicini di Guarascio. L’uomo e uno degli agenti hanno riportato gravi ustioni al volto e alle braccia. L’esposizione di Guarascio con la banca risale al 2001 e il debito è cresciuto negli anni perché l’uomo – disoccupato come la moglie, e con due figlie di 28 e 32 anni, anche loro senza lavoro – non era riuscito ad estinguerlo. La casa era stata così messa all’asta e acquistata per 26mila euro da un privato. Guarascio avrebbe invano chiesto al nuovo proprietario di poter rimanere nell’abitazione dove viveva, pagando l’affitto. ll grave episodio arriva a ridosso dei dati diffusi dall’Abi in merito alle sofferenze bancarie. Secondo l’Associazione degli Istituti di credito, le sofferenze nette, specie per i finanziamenti alle Piccole e medie imprese, a marzo hanno toccato i 64,3 miliardi di euro, le lorde 131 miliardi. Inoltre gli affidati per prestiti oltre 2,5 milioni di euro in sofferenza sono saliti a 8.400 nel dicembre 2012. Erano invece 1.700 a fine 2008.

Ancora sullo stesso tenore un uomo per non aver pagato ad equitalia 12 $ ha avuto una multa di 1000 $

Mentre accade tutto ciò cosa fanno i consiglieri regionali della Liguria?

UN POLITICO BUONGUSTAIO – Lo raccontano oggi Marco Grasso e Matteo Indice sul Secolo XIX:

Al consigliere regionale Franco Rocca non mancava certo il buon gusto in fatto di cibo e arte. È lui, e già lo dicevano chiaro le ricevute, il membro del Pdl che s’era fatto rimborsare i pasticcini di Ferragosto, le cene agli stabilimenti balneari di Zoagli, il formaggio “San Sté” della Val D’Aveto. Ma, novità che s’è aggiunta nelle ultime ore, sempre Rocca ha accollato ai contribuenti un’abbondante fornitura di selvaggina – nello specifico fagiani – acquistati da un cacciatore di Alessandria e regolarmente fatturati. Soprattutto, ecco la chicca filtrata nelle ultime ore da ambienti investigativi, era stato ancora lui a dilettarsi nello shopping – a spese di tutti – nella galleria d’Arte “San Camillo” di Rapallo. Equi viene il bello: nell’elenco delle compere che il sostituto procuratore Francesco Pinto gli addebita oggi come «improprie», non eseguite esattamente per finalità politiche, è finito dritto un quadro da 350 euro, dal soggetto al momento non identificato. Si sa tuttavia che Rocca l’avrebbe regalato per il Natale del 2011 al governatore (e avversario di coalizione, guidando una maggioranza di centrosinistra) Claudio Burlando.

Il primo strano addebito di Rocca – ricostruisce il Secolo XIX – è legato ad una serie di cene a base di pesce ai bagni “Silvano” di Zoagli (16 coperti nel settembre 2010 per 549 euro). La seconda accusa riguarda massicci acquisti di formazzio “San Stè” al caseificio “Val D’Aveto”. Il consigliere è poi accusato di un rimborso di 200 euro di selvaggina (in particolare carne di fagiano) acquistati in una tenuta del Basso Piemonte. Infine destano sospetto anche 20 euro di rimborsi a carico della Regione considerati dagli inquirenti “ingiustificabili” poiché chiesti per biglietti della “Lotteria Italia”.

fagiano

 

 

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