SESTO SAN GIOVANNI CHIAMA NAPOLI RISPONDE IL SISTEMA PD

Napoli – lunedì, 22 novembre 2010

Da tempo la nostra Organizzazione Sindacale sta denunciando – ai lavoratori, alla proprietà ed oggi ci rivolgiamo, direttamente, al Sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino – il clima di palese autoritarismo che regna nella Società Napoli Servizi.

Sono, oramai, intollerabili i provvedimenti e gli ordini di servizio che, quotidianamente, vengono sfornati i quali calpestano la dignità, gli interessi e ogni principio elementare di democrazia.

Non si contano più le elargizioni di nuovi livelli economici, di aumenti rateizzati e di superminimi su base puramente discrezionali che comportano costi elevatissimi a discapito della professionalità e della qualità dei servizi elargiti alla cittadinanza. Il tutto con buona pace di tutte le chiacchiere sui costi elevati che scaturirebbero dal funzionamento delle Società Partecipate.

E’ ora, per davvero, di cambiare pagina!

Chiamiamo all’assunzione di responsabilità la proprietà dell’Azienda – a partire dal Sindaco di Napoli – la quale deve riconoscere le difficoltà delle relazioni sindacali nella Napoli Servizi S.pA. le quali, per quanto ci riguarda, configurano la pesante violazione delle garanzie costituzionali (articolo 39 Legge 300/1970).

Invitiamo – dunque – il Comune di Napoli al rispetto scrupoloso delle elementari regole della democrazia sindacale per ascoltare la voce dei lavoratori, e della nostra Organizzazione Sindacale, la quale in questa azienda, come in tutto l’articolato mondo del lavoro è impegnata nella difesa intransigente dei diritti e della libertà dei lavoratori.

Unione Sindacale di Base – federazione regionale della Campania

Unione Sindacale di Base – Napoli Servizi S.pA.

Ecco cosa scriveva il sindacato USB a proposito della NAPOLI SERVIZI nel 2010

ma che cos’è la NAPOLI SERVIZI?

NapoliServizi è considerata un feudo del Pd

Alla fine del gennaio 2011 i rifiuti erano tornati ad assediare il centro della città. Sui giornali apparivano le malinconiche foto di Rosa Russo Iervolino che per dovere imprecava contro i tagli della Finanziaria agli enti locali e per necessità cominciava intanto a svuotare i cassetti del suo ufficio al primo piano di Palazzo San Giacomo. A Napoli si spegnevano le ultime luci del bassolinismo, si respirava un’aria mesta e date le circostanze anche abbastanza puzzolente. In questa atmosfera da fine corsa, il cda di NapoliServizi, azienda interamente di proprietà del Comune, addetta al mantenimento del decoro urbano, celebrava le sue gesta con aumenti da 1,7 milioni di euro a 13 dirigenti, dal direttore generale Ferdinando Balzamo e via discendendo. Non gratifiche una tantum, attenzione, ma ritocchi del superminimo, la base della retribuzione, una media di cinquemila euro mensili cadauno destinata pertanto a rimanere invariata nei secoli dei secoli. A una prima e anche a una seconda lettura, la notizia, pubblicata da Luigi Roano su Il Mattino, potrebbe entrare a vele spiegate nella rubrica del vecchio settimanale satirico Cuore, quella che si intitolava «Hanno la faccia come il c…», e non occorre grande fantasia per riempire i puntini di sospensione.

Oggi apprendiamo che

In piena crisi rifiuti il cda di Napoliservizi si «autoassegnò» 5000 euro di premio

Ai responsabili del decoro urbano aumenti da 1,7 milioni di euro a 13 dirigenti. De Magistris: «Azzero tutto»

Napoli è sommersa dai rifiuti Chi deve pulirla si aumenta lo stipendio

Gennaio 2011: in piena emergenza monnezza, “Napoliservizi” ha incrementato le retribuzioni di 13 manager per quasi 2 milioni di euro. La nuova giunta: “Scioglieremo la società”. L’assessore al Bilancio: “Presto azzereremo il Cda”

La meritocrazia in salsa partenopea. Una salsa che puzza di rifiuti e di clientelismo. Gennaio 2011.Napoli è sommersa di monnezza, siamo nel mezzo di una delle periodiche crisi. Eppure in Napoliservizi, partecipata al 100% del Comune di Napoli, con la mission di preservare il “decoro urbano”, si autoattribuisce aumenti di stipendio di 1,7 milioni di euro all’anno. I fortunati sono 13 superdirigenti, scelti dalla politica, ovvero dalla giunta della democrat Rosa Russo Iervolino, assessore al ramo il democrat Nicola Oddati. Tra loro c’è il direttore generale Ferdinando Balzamo, assunto dal Cda presieduto da Ferdinando Balzamo. Non è un’omonimia. E’ proprio un caso di autoassunzione, denunciato in consiglio comunale dal gruppo di Rifondazione Comunista. Balzamo, ex assessore al Patrimonio, cognato di un consigliere comunale del Pd, fama di bassoliniano di ferro, ha goduto di un aumento di quasi 11.000 euro annui, che fanno lievitare il suo stipendio a circa 152mila euro annui. Al secondo posto nella classifica degli aumenti c’è Ciro Turiello, circa 9.400 euro di ‘premio’, per un totale di 134mila euro. E’ stato manager di Asìa, la municipalizzata della spazzatura, ha fatto parte della task force degli esperti del commissariato per l’emergenza rifiuti nel periodo in cui era retto da Antonio Bassolino. Seguono, in ordine sparso, aumenti da circa 4mila a 6mila per undici manager retribuiti da un minimo di 56mila fino a 92mila euro annui.Il meccanismo degli aumenti, ha rivelato Luigi Roano in un dettagliato articolo su Il Mattino, è nel superminimo. Una voce della retribuzione concordata dal datore di lavoro e dal dipendente al momento dell’assunzione. Una voce che si stabilisce al di fuori del contratto. E’ un modo col quale le aziende elargiscono aumenti al personale ritenuto di valore e capace di traghettarle verso l’ottenimento di eccellenti risultati. Non pare però questo il caso di Napoliservizi, con la dirigenza premiata a dispetto dei sacchetti neri sparpagliati per strada, con tanti saluti al decoro urbano.

Nel bilancio di Napoliservizi, scrive Roano, troviamo una consulenza da 87mila euro e 330.000 euro postate alla voce ‘prestazioni di servizi. Che siccome non possono superare i 5000 euro a prestazione, testimoniano che circa un centinaio di persone, forse di più, hanno collaborato con l’azienda per “migliorare il decoro urbano” di una città seppellita dalla spazzatura.

Il nuovo sindaco, Luigi de Magistris, e il vice con delega all’Ambiente, Tommaso Sodano, sono letteralmente inferociti. E promettono tabula rasa di Napoliservizi tramite l’accorpamento con Asìa. Non sarà facile e ci potrebbero essere ripercussioni serie nei rapporti col Pd. L’azienda è uno dei pochi fortini democratici sopravvissuti alla rivoluzione arancione e procedere coi tagli potrebbe avvelenare ulteriormente i rapporti con il partito di Bersani, che nei giorni scorsi ha già dovuto incassare la defenestrazione di Antonio Simeone dalla presidenza di Anm, la municipalizzata dei trasporti. Intanto, l’assessore al Bilancio Riccardo Realfonzo annuncia l’imminente azzeramento del Cda di Napoliservizi. “Questa società – afferma l’assessore – è stata negli anni passati un bubbone clientelare che la giunta de Magistris sta aggredendo con determinazione. Gli aumenti sono scandalosi e dimostrano quanto sia degradato il quadro di quella società. La conduzione aziendale della società ha determinato una serie innumerevole di sprechi, inefficienze ed anche la formazione di spese irregolari, o comunque operate in violazione della convenzione in essere con il Comune, sulle quali occorrerà approfondire l’esame. Per di più, i servizi resi dalla società ai cittadini, in primo luogo la cura del verde, lasciano non poco a desiderare”. Realfonzo ricorda che il bilancio di previsione della nuova giunta ha tagliato 10 milioni di trasferimenti a NapoliServizi e rende noto che giovedì scorso la giunta comunale ha approvato una sua proposta di delibera che definisce una serie di modifiche dello statuto della società ”che porteranno all’azzeramento del consiglio di amministrazione”. ”Va sottolineato, peraltro, che l’attuale Cda era stato prorogato per un anno dalla giunta Iervolino, con una procedura non prevista dallo statuto societario” conclude l’assessore.

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